Trento – Manzanese: la madre di tutte le partite

di Francesco Tonizzo

Nel girone C di serie D interregionale è tutto apparecchiato per il piatto forte di questa parte di stagione: il big match tra la capolista Trento e la top contender Manzanese, recupero della tredicesima giornata d’andata, che si disputerà allo stadio Briamasco del capoluogo trentino domenica prossima. Nelle partite dell’ultimo fine settimana, entrambe le protagoniste hanno pareggiato in casa: gli orange friulani per 1-1 con l’ordinato e tignoso Cartigliano, il team del mister Carmine Parlato per 0-0 con il sempre pericoloso Belluno, quarto in classifica.
Si tratta solo di una partita del girone d’andata: se ne devono giocare ancora quattordici, compreso lo scontro diretto del girone di ritorno, in programma a Manzano il prossimo 2 maggio, quindi i punti in palio sono ancora tantissimi, però è chiaro che se il big match dovesse vincerlo il Trento, andando a quel punto a +8 sui friulani, il discorso relativo alla promozione diretta in serie C sarebbe già abbastanza sigillato; se, invece, arrivasse un pareggio o una vittoria della Manzanese, allora la situazione sarebbe fluida e ancora ben aperta a ogni tipo di soluzione.

Nella partita del Morigi, dopo un avvio sonnolento e il goal cartiglianese arrivato dal primo tiro in porta dei berici, al 16’, con un perfetto colpo di testa di capitan Edoardo Di Gennaro, la Manzanese ci ha provato in vari modi, peccando di precisione sotto porta, àmbito nel quale soprattutto Szymon Fyda ha sbagliato in un paio di ghiotte occasioni. Alla fine, ci ha pensato il solito Marco Moras, con la staffilata di destro dal limite dell’area che ha gonfiato la rete del Cartigliano a dieci minuti dal termine.
Il pareggio col Cartigliano, fissato dalla berta scagliata dal “diez” arancione, ha confermato almeno tre assunti. In primis, che la squadra del mister Roberto Vecchiato non può prescindere dalla verve, dall’inventiva, dalla personalità e dal fiuto del goal di Moras: tutti i pericoli in fase offensiva che la Manzanese crea partono dai suoi piedi.
In secundis, quando manca Yves Gnegnene Gnago là davanti la situazione si complica perché il bomber ivoriano è capace di attirare i difensori, che a quel punto non si concentrerebbero solo su Moras. Poi sempre Gnago è uno capace di crearsi occasioni da goal anche lottando sui palloni sporchi e non solo finalizzando azioni costruite dalla squadra: un dettaglio che il match con il Cartigliano ha messo in evidenza.
Infine, che il gioco e la mentalità della Manzanese, intesa come gruppo squadra, sono solidi: il mister Vecchiatto ha dato un imprinting molto convincente a un team che non molla mai, che ci prova sempre fino alla fine. Le partite come quella con il Cartigliano sono esempi classici di situazioni nelle quali è forse più facile arrendersi a un’avversaria non trascendentale, però ordinata in campo, determinata al punto giusto ed esperta nel giocare contro le debolezze altrui Non sempre le ciambelle riescono col buco, ma è giusto ammettere che, in questo campionato, seppur non giocando tutte le partite in maniera scoppiettante e spettacolare, i friulani si stanno meritando di essere lì a giocarsi la promozione in serie C con una corazzata come il Trento.

Andrea Boscolo Papo, schierato come playmaker davanti alla difesa, e Felipe, quando sarà in grado di scendere in campo, rappresentano due addizioni importanti per la Manzanese nel finale di stagione: si inseriscono in un telaio di alto livello, al punto che le ambizioni della società del presidente Filippo Fabbro possono carburare per bene.