Tita Pittini: anno positivo per l’Udine City FS

di Francesco Tonizzo

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L’Udine City Futbol Sala ha concluso la sua stagione nel girone B del campionato di serie B maschile di calcio a 5 a quota 33 punti conquistati: metà classifica, esattamente metà strada tra la zona play-off e il penultimo posto occupato alla fine dal Giorgione di Castelfranco Veneto, ultima squadra a salvarsi, dopo l’annullamento dei play-out, mentre è retrocesso il fanalino di coda Maniago Futsal.
Il bilancio per il tecnico dei bianconeri udinesi Tita Pittini è positivo: i tanti problemi legati al Covid, alla disponibilità dell’impianto di casa, alla gestione dell’attività, non hanno impedito alla formazione del presidente Federico Spina di prendersi qualche soddisfazione.

E’ stata una stagione impegnativa, sofferta, con tante pause dovute al Covid che ci ha massacrato specie all’inizio – commenta il mister bianconero -: il bilancio è tutto sommato positivo. Il risultato finale è buonissimo“.

Siete riusciti a valorizzare alcuni giocatori interessanti: la base per ripartire nella prossima stagione c’è? E si ripartirà da Tita Pittini?
Con piacere, abbiamo ceduto capitan Edoardo Della Bianca al Villorba, in serie A2. Per noi è motivo di grande soddisfazione: aver cresciuto un ragazzo che è molto legato a noi mi ha portato a benedire volentieri la richiesta. Lo scopo di una squadra dev’essere quello di far crescere giovani che possano esprimersi su palcoscenici ambiziosi. Abbiamo altre richieste per i nostri giocatori: inizia un mese molto caldo, fino a tutto giugno ci sarà da lavorare per allestire un roster competitivo e giocare la serie B come piace a me, sempre con una certa ambizione. Ho dato alla società la mia disponibilità a continuare: va verificata l’opportunità di avere un roster mediamente competitivo“.

Un roster che comprenda elementi di esperienza tipo Diego Guidolin: da quando è arrivato lui, il cambio di mentalità e di personalità della squadra è parso evidente.
Sicuramente. Guidolin è stato un pezzo pregiato del nostro mercato invernale. Ci ha dato una grande mano, non solo in campo, ma anche nell’atteggiamento di gara. Stiamo cercando di prendere un paio di giocatori di livello. Il mercato è difficile: i giocatori bravi sono già accasati, gli altri chiedono la luna“.

Un elemento di disturbo quest’anno è stato anche il necessario spostamento a Manzano, dopo che non avete più avuto a disposizione il palaGiumanini…
Una spiacevole pagina di un anno difficile. Il palaCus era casa nostra, ma con l’avvento della pandemia hanno deciso di chiuderlo. A quel punto, non era più un piacere giocare, bensì un dovere e grazie ai miei ottimi rapporti con Manzano, piazza che mi ha lasciato ricordi straordinari, siamo riusciti a trovare una soluzione alternativa per le partite in casa, ma è stata una tortura. Che una squadra come l’Udine City Futbol Sala non abbia la palestra non è una bella cosa. Dovremo tornare a casa“.

Nelle giovanili c’è qualche giocatore che tornerà utile alla prima squadra?
Il vivaio è il nostro fiore all’occhiello. Federico Spina ha creato e continua a creare diverse iniziative, tipo il centro estivo che ha già decine di adesioni. Gli faccio un grande applauso: con i suoi collaboratori sta facendo un lavoro incredibile. Anche di concerto con l’Udinese Calcio con la quale abbiamo una sinergia. Nel settore giovanile c’è un fermento molto interessante. Però, come si dice in Slovenia: senza talleri, non si tallera“.

Promossa l’Altamarca Maser in A2, il prossimo anno il campionato sarà più giocabile?
Dipenderà molto da come le squadre si rinforzeranno. Quest’anno è stato difficile considerando Maser, ma anche Verona e Chiuppano, tutti squadroni con le quali era proibitivo giocare, oltre che un onore. Hanno budget per l’allestimento del roster dieci volte più grandi del nostro. Non so che girone sarà, ma so che nel momento in cui, come mi auguro, ci iscriveremo e io sarò in plancia, faremo un campionato importante“.