Superate le criticità: Spadafora sblocca i bonifici

di Francesco Tonizzo

Il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora ha annunciato attraverso la propria pagina facebook, lo sblocco dei bonus da 600 euro di giugno ai collaboratori sportivi che erano stati bloccati dall’Agenzia delle Entrate per imprecisioni in sede di presentazione della richiesta.

Buone notizie! – scrive il Ministro – Sono state finalmente superate le criticità che riguardavano le 4039 domande per il bonus di giugno ai collaboratori sportivi segnalate dall’Agenzia delle entrate per imprecisioni in sede di presentazione della richiesta. Il problema è stato risolto ed entro questa settimana partiranno tutti i bonifici che erano stati sospesi. Ringrazio Sport e Salute per aver percorso ogni strada utile per arrivare alla soluzione“.

In attesa che i bonus arrivino sul conto corrente di tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, restano due interrogativi. Il primo riguarda la logistica tecnica di tutto l’àmbito: 4039 domande sbagliate appaiono tante. Siamo davvero sicuri che l’ingranaggio fosse così semplice? Si potrebbe ipotizzare una difficoltà fisiologica per un numero molto inferiore di domande, ma oltre 4000 rappresenta un numero che conferma la difficoltà di troppe persone.
Anche perché la tipologia di contratto o accordo dilettantistico/professionale nel mondo dello sport è slegata alle dinamiche tipiche del mondo del lavoro: innanzitutto, si pensi al fatto che sono spesso accordi a tempo, con scadenze spesso fissate solo un anno o anche meno dal momento dell’inizio dell’attività.
Tant’è che a giugno erano circa 17000 (secondo le stime del Ministero) le persone che avevano richiesto il bonus da 600 euro e che erano altresì in scadenza di contratto: a questi è riconosciuto un ulteriore bonus di 800 euro, erogato con un nuovo decreto rivolto a “lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche, che, a causa dell’emergenza Covid, hanno dovuto cessare, ridurre o sospendere la propria attività. Per contratti cessati si intendono anche tutti i rapporti di collaborazione scaduti alla data del 31 maggio 2020 e non rinnovati“.

E non trattiamo il tema dei “rimborsi spese” non tracciati, perché si aprirebbe un mondo parallelo nel quale è sostanzialmente impossibile districarsi: la stessa Agenzia delle Entrate ha riconosciuto in diverse migliaia le persone che avevano dichiarato una cifra diversa da quella che risulta al Fisco, motivo che ha impedito la facile erogazione di parecchi bonus, già in primavera.

In secondo luogo, 600 euro a giugno e 800 in autunno: sono sufficienti a far vivere chi con lo Sport ci campa? E non si fa riferimento solo agli atleti, ma anche a tutte quelle professioni che supportano gli atleti: tecnici, medici, fisioterapisti, dirigenti a tempo pieno, collaboratori con varie mansioni.

Sempre sulla sua pagina facebook, il Ministro Vincenzo Spadafora giusto oggi ha anche aggiunto:
Mi vergogno da Ministro per come funzioni la burocrazia nel nostro Paese e per lo stesso fatto di doverlo ammettere. Il decreto Ristori è stato approvato il 29 ottobre e ad oggi le risorse non sono ancora nella disponibilità del Dipartimento per lo Sport affinché possa erogarle alle ASD e SSD che stanno soffrendo e rischiano di chiudere, forse per sempre. Sollecitiamo ogni giorno burocrati, che evidentemente non avvertono la drammaticità del momento e non sentono il peso delle loro (non) azioni, ad essere celeri negli adempimenti amministrativi che li competono. Ovviamente non bisogna generalizzare e la critica non è indistintamente per tutti ma di sicuro questi continui ritardi nell’erogazione di misure “emergenziali” sono un pessimo esempio e un pessimo servizio al Paese“.

Ognuno può trarne le conclusioni che ritiene più opportune.