Stefano Fabbro: si pensi a ripartire dai giovani

Intervista di Francesco Tonizzo

Stefano Fabbro, Direttore Sportivo della Pro Fagagna: tutto chiuso, tutto fermo, l’Eccellenza in Friuli Venezia Giulia ha dichiarato il Game Over per la stagione sportiva 2020/21. Come l’avete presa in casa rossonera?
Premesso che spiace a tutti finire così il campionato che, di fatto, verrà annullato, perché l’obiettivo primario di tutte le società è tornare a giocare il prima possibile e di ritrovarsi sui campi, noi avevamo fin dall’inizio una posizione contraria, basata sull’emergenza sanitaria in atto. Il nostro primo pensiero va ai problemi di salute: siamo dilettanti e, al di là del fatto che l’Eccellenza è diventata di interesse nazionale, e per una società organizzare tamponi con gente che lavora, con le problematiche nel mondo lavorativo, con rischi di contagio, con il fatto che chi è positivo poi per quaranta giorni non può giocare, tribune e chioschi chiusi, senza sponsor, io sinceramente non vedo le condizioni per ripartire. Pur a malincuore, siamo sempre stati contrari a ripartire con questi presupposti“.

Vi siete chiesti come mai, a parte Friuli Venezia Giulia e Umbria, tutte le altre Regioni hanno voluto riprendere?
I dati nella nostra Regione oggi sono più negativi che da altre parti. Fare una valutazione a livello di Regioni non è semplice: per esempio, l’Eccellenza veneta ha presupposti totalmente diversi da quelli che abbiamo noi, a livello di interesse economico. Probabilmente, gli interessi cambiano a seconda delle Regioni, anche se devo dire che in diverse regioni, non ultima il Veneto, mentre prima si dichiaravano tutti a favore, nelle ultime votazioni ci sono anche squadre che hanno cambiato idea. Per me, fare un campionato di sola andata non è una soluzione logica. Tutti vorrebbero ripartire, io per primo, però non possiamo considerare il mondo del calcio come un àmbito avulso dalla realtà che ci circonda. Non so come possano le Società, in altre Regioni, a pensare di finire il campionato a porte chiuse, quando io conosco bene le realtà del Friuli Venezia Giulia e, a parte tre o quattro eccezioni, tutte le squadre vivono di entrate che oggi non hanno“.

La Pro Fagagna lavora molto sul settore giovanile: quale lo stato d’animo delle famiglie dei ragazzi che oggi sono fermi?
Questo è un tasto molto importante. Può sembrare un paradosso, ma non lo è: semmai una ripartenza dovrebbe essere valutata per il settore giovanile perché i ragazzi hanno bisogno di fare sport. Inutile nascondersi che poi ci saranno delle problematiche per le Società che, non sviluppando per due anni il vivaio, hanno il rischio che molti lascino il calcio o comunque che non giochino più. Lo sport attivo è un momento di aggregazione fondamentale: ove possibile, a livello di allenamenti abbiamo continuato rispettando tutte le norme, stiamo facendo sforzi notevoli per questo e credo che si dovrebbe ripartire dal settore giovanile per trovare soluzioni che, a primavera o quando sarà possibile, permetta di riprendere l’attività“.

Provando a stemperare il clima, è più complicato tenere a freno i ragazzi che vorrebbero giocare o il mister Pino Cortiula che vorrebbe tornare in panchina?
Sicuramente il Mister: non c’è dubbio! Però, lavorando lui nel settore ospedaliero, è molto prudente e quindi la battuta ci sta, ma anche lui è convinto di questa scelta. In ogni caso, lanciamo la sfida: rivediamoci il prima possibile e torneremo a fare le sfide con Pino Cortiula e la Pro Fagagna“.