di Marco Bisiach

Le ultime settimane della stagione agonistica 2021-2022 hanno ridisegnato (e in minima parte, attendono ancora di farlo nelle prossime ore e nei prossimi giorni) anche la mappa del calcio isontino, quest’anno in moltissimi casi all’insegna del miglioramento, ovvero del salto nella categoria superiore, ma pure con qualche amara discesa al piano di sotto. E questo, al di là dei destini delle singole squadre, regala anche nuovi orizzonti, nuovi stimoli e nuove attese al popolo dei calciofili isontini. Popolo che si appresta ad abbracciare o riabbracciare altri derby, rispolverando rivalità datate e sentitissime, o sperimentandone di nuove.

A Gorizia, ad esempio e in primis, iniziano già a leccarsi i baffi. Già, perché la prossima stagione la “Serie A” dei dilettanti, l’Eccellenza, vedrà al via ben due squadre del capoluogo, la Pro Gorizia che per un soffio non ha staccato il biglietto per la Serie D e la Juventina che è tornata ai vertici del calcio regionale dopo aver dominato il girone B di Promozione, a coronamento di una cavalcata esaltante nel 75° anno di fondazione, e nel 25° dell’era Kerpan. Sulla rivalità – sana e sportiva, certo, ma pure piuttosto pepata, storicamente – tra biancoazzurri e biancorossi non c’è molto da dire, le presentazioni sono superflue. Di fronte si ritroveranno la squadra simbolo della città e quella che tiene alto il nome della nutritissima comunità slovena goriziana. I rispettivi impianti, il “Bearzot” della Campagnuzza, e il campo di via del Carso, distano in linea d’aria appena poche centinaia di metri l’uno dall’altro, ma paiono mondi diversi, quasi come in certi incroci tipici tra barrios di Buenos Aires, da calcio argentino. Al di là di quel che potrà dire o cambiare l’estate, con il mercato, è certo che la Pro Gorizia si presenterà ai nastri di partenza ancora ambiziosa, ancora attrezzata per la lotta di vertice. In quale delle prime file della griglia, lo scopriremo. Dal canto suo la Juventina potrebbe non recitare il ruolo della “Cenerentola”, per tradizione, organizzazione societaria, qualità della rosa attuale e calore dell’ambiente: tutti gli ingredienti per far bene già al primo anno ci sono.

Ma se questa è la nuova foto di copertina dell’Eccellenza isontina, anche in Promozione tornano e arrivano derby da cerchiare in rosso sul calendario. Quello tra Ufm Monfalcone e Ronchi Calcio, ad esempio. Due realtà dalla storia importante e prestigiosa, espressione di comunità da sempre l’una accanto all’altra, e con spunti tecnici a non finire da proporre. Il Ronchi ha lasciato con l’amaro in bocca l’Eccellenza, e vuol provare a tornarci quanto prima guidata dal nuovo condottiero Stefano Caiffa. L’Ufm Monfalcone sognava di approdarci quest’anno, in Eccellenza, e darà un nuovo assalto, pur con un mister diverso da Franco Murra: chissà che non possa essere proprio quello Stefano Gregoratti che ha appena salutato Ronchi? Sarebbe un ingrediente in più per il derby. E a proposito di incroci tra cugini, la Pro Romans Medea è già impaziente di testare la forza dell’ambiziosissima Cormonese, fresca di dominio, in lungo e in largo, nel girone C di Prima categoria, ma sicuramente non sazia e pronta a guardare ancora in alto. Se poi dai play off dovesse arrivare in Promozione pure il Mariano (che si è portato avanti nel lavoro vincendo l’andata con la Triestina Victory, ma che deve andarsi a conquistare in trasferta il pass per l’ascesa), i derby della Destra Isonzo salirebbero a due, e sarebbe ancor più infuocato quello tra i rossoblù e i giallorossi di Romans.

Il tutto senza considerare ovviamente quei tornei di Prima e Seconda categoria che, per loro stessa natura, assomigliano ad un lungo, continuo, entusiasmante derby diffuso, e simboleggiano davvero il senso più profondo del campanile. Quello che, una volta di più, dopo l’estate sarà protagonista sui campi di tutto l’Isontino.