Ronco: rispettiamo i decreti e speriamo di iniziare presto

di Francesco Tonizzo

Il Donatello Udine è universalmente riconosciuta come una delle principali scuole di calcio alle nostre latitudini, un club dedito esclusivamente alla formazione dei giovani atleti che dalla realtà udinese spiccano il volo in tutta Italia. Da qui sono partiti ragazzi che oggi giocano in Nazionale e sono titolari in serie A, per non parlare di tutti coloro che militano nei campionati nazionali ed interregionali. Donatello significa dunque cura estrema per il settore giovanile ed è chiaro che la pandemia in atto, i decreti volti a limitarne gli effetti e la complicata applicazione dei protocolli imposti dalle Autorità hanno messo in difficoltà la società, così come tutte le associazioni sportive regionali.
Simone Ronco, numero uno del club, sta gestendo l’emergenza con occhio attento alla salute dei giovani tesserati e dando una risposta concreta alle famiglie dei ragazzi, anche se auspica un ritorno all’attività agonistca in tempi il più possibile brevi.

Da oggi entra in vigore il nuovo decreto – spiega il presidente del Donatello Udine –: noi abbiamo fatto una pausa nell’attività la settimana scorsa, perché c’era confusione per quanto riguarda il dubbio se allenarsi oppure no. Da lunedì siamo ripartiti con gli allenamenti. Abbiamo una persona che si occupa della misurazione della febbre di giocatori e allenatori all’ingresso delle strutture, raccogliamo le autocertificazioni ogni quindici giorni, anche se adesso basta farlo ogni trenta giorni e ho interdetto l’uso degli spogliatoi, onde evitare assembramenti”.

Come si svolgono gli allenamenti?

Abbiamo diviso le squadre in gruppi da otto o nove ragazzi l’uno, per tenerli distanziati: una parte lavora con il preparatore atletico e una parte con i mister sulla parte tecnica di base. Purtroppo le partitelle non si possono fare: spero che le famiglie apprezzino lo sforzo che stiamo facendo, cercando di rispettare il più possibile le regole”.

 

Obiettivi?

Speriamo davvero che questa situazione finisca: mancando le partite e gli stimoli e la grinta che portano non è facile tenere i ragazzi su di giri, però gli allenatori si impegnano al fine di farli divertire e di far passare loro due ore all’aria aperta. Cosa che penso faccia bene, invece di tenerli chiusi o mandarli in giro per la città”.

Auspici?

Spero che la Federazione comunichi quanto prima una data di inizio dell’attività agonistica, perché in Friuli i campionati non sono mai mai cominciati quindi è giusto parlare di inizio e non di ripartenza, in modo che anche noi abbiamo un traguardo da raggiungere e riusciamo a programmare il lavoro, cosa che in questa stagione non è assolutamente facile. Penso che prima della fine di gennaio o primi di febbraio i campionati giovanili non ripartano e quindi, facendo due conti, tutti capiamo che dalla fine di febbraio 2020 saranno passati dodici mesi senza che questi ragazzi abbiano giocato una partita. Questo porterà un abbassamento di livello e l’assenza di competizione li porterà ad adagiarsi. Teniamo duro e speriamo che questa pandemia termini al più presto”.