Roberto Nordici: “Senza chiarezza, il Chiarbola Ponziana non gioca”

di Francesco Tonizzo

Ripresa si, ripresa no. Più ci si avvicina al redde rationem relativo alla partecipazione delle tre squadre regionali al campionato di Eccellenza in Veneto, più la situazione s’ingarbuglia. Il presidente del Chiarbola Ponziana, Roberto Nordici, chiarisce la sua posizione e ripercorre, mettendo in ordine le cose, le tappe della vicenda.

Partiamo dall’inizio. Ci siamo riuniti a Palmanova l’8 febbraio e in quell’occasione più o meno tutti i presidenti erano favorevoli alla ripresa dei campionati, fermo restando alcune condizioni: tamponi, biglietteria e chioschi. Nella riunione del 7 marzo, io e il presidente Bonanno della Pro Gorizia abbiamo parlato per primi e ci siamo espressi favorevolmente alla ripresa, sempre ferme restando le condizioni di cui sopra. Tutti gli altri presidenti si sono espressi negativamente. Da quel punto, facciamo un salto a oggi, 19 marzo. Innanzitutto prendo atto che l’asticella si sia alzata, perché il campionato non è più in Friuli Venezia Giulia, ma in Veneto: ci va comunque bene, siamo d’accordo. Però, la situazione si sta evolvendo continuamente e non ci sono riscontri alle istanze presentate. Considerando che il campionato in Veneto dovrebbe iniziare il 18 aprile e che da lunedì noi dovremmo iniziare gli allenamenti giornalieri per la preparazione, non è ancora chiaro quali siano i gironi, se siano solo di andata o ci sia anche un girone di ritorno; è chiaro che questo dettaglio cambia un po’ la situazione. Inoltre, ancora non sappiamo se i tamponi debbano essere molecolari o rapidi; non sappiamo se il campionato in Veneto sia di interesse nazionale o meno e, infine, non c’è ancora risposta sullo stanziamento straordinario che io e il collega Franco Bonanno abbiamo chiesto per ottemperare ai protocolli sanitari. Se dalla riunione di domattina con il presidente Ermes Canciani non avrò risposte certe sul congelamento definitivo della situazione e sulle istanze presentate, metto un bel punto di domanda sulla partecipazione del Chiarbola Ponziana al campionato di Eccellenza Veneto, perché non è possibile proseguire con questi dubbi. Il mio staff continua a chiedermi lumi sul da farsi“.

In sintesi, presidente Nordici, solo in caso di risposte positive sulle istanze presentate e di certezza sulla formula del campionato, voi darete il vostro assenso a partecipare.
Certo. Non abbiamo ancora un ordine del giorno: è strano, dal momento in cui diciassette o diciotto squadre, dato che non è chiara la posizione del San Luigi, sono contrarie. Non vorrei che uno dei motivi di questa riunione sia il fatto che il presidente Ermes Canciani aveva anticipato che, se Ezio Peruzzo si fosse espresso positivamente, di sicuro almeno sette società avrebbero detto si. Forse c’è l’aspettativa che altre società gli possano andare dietro, ritrovando così la possibilità di far partire il torneo in Friuli Venezia Giulia“.

In attesa della riunione di domani con il presidente Ermes Canciani, cosa risponde a tutti coloro, società, dirigenti, atleti, che vi hanno accusato di voler riprendere nonostante i numeri della pandemia siano tuttora molto negativi?
Siamo chiari: sulla situazione della pandemia siamo tutti d’accordo. Siamo 537 società di Eccellenza in tutta Italia e, di queste, 501 hanno detto di voler proseguire. Possibile che questi 501 presidenti, compresi me e Franco Bonanno, siamo tutti aridi, cattivi e senza cuore? Per cortesia… Sappiamo anche noi che la situazione è quella che è, però forse il problema sta da qualche altra parte. Parlo per me: se avessi fatto una campagna acquisti importante economicamente e avessi sempre riconosciuto rimborsi spese importanti, è chiaro che, evaporati tutti gli sponsor, mi ritroverei in difficoltà. A quel punto avrei sospeso tutta l’attività, non solo a causa della pandemia, ma anche per un problema di carattere economico. Poiché a casa mia i soldi non fanno la felicità e atleti e staff non stanno al Chiarbola Ponziana per i quattrini, ma perché ci sono altre motivazioni tipo ambiente, coesione del gruppo, rapporti interpersonali positivi, posso dire che, ferme restando tutte le attenzioni del caso dal punto di vista sanitario, ci siamo allenati regolarmente, nel rispetto dei protocolli in tutti questi mesi. Non solo, interpellati, i ragazzi si sono detti tutti entusiasti per la possibilità di riprendere. E permettetemi una considerazione finale: se non si fa qualcosa, il movimento rischia di andare a catafascio. Dobbiamo fare il possibile per convivere con questa situazione drammatica, ma non possiamo chiudere le porte e dire che il calcio è finito“.

Il processo di crescita del Chiarbola Ponziana, arrivato quest’anno in Eccellenza, dove vuole arrivare?
L’obiettivo è fare un buon campionato di Eccellenza, evitando gli ultimi posti in classifica. Siamo ambiziosi, ma seguendo la politica dei piccoli passi: adesso vogliamo consolidarci in una buona posizione in Eccellenza“.