Ripartire o no? Questo è il dilemma…

di Francesco Tonizzo

se sia più nobile nella mente soffrire colpi di fionda e dardi d’atroce fortuna, o prender armi contro un mare d’affanni e, opponendosi, por loro fine?
Ci scuserà William Shakespeare e ci scuseranno tutti gli appassionati del teatro del grande Bardo inglese se associamo uno dei passi più celebri dell’Amleto al calcio dilettanti nostrano, dall’Eccellenza in giù. La frase è troppo calzante per non sfruttare l’occasione.

Il DPCM del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte del 14 gennaio ha, di fatto, cristallizzato lo status quo ante almeno fino al 5 marzo, data nella quale sono in tanti a sperare che si possa ripartire. Però, c’è anche chi ritiene che pure a marzo sarà impossibile riprendere l’attività sportiva agonistica e che non si possa (o non si voglia: agli effetti, è la stessa cosa) pensare al calcio giocato.

In tutta Italia si ascoltano quotidianamente commenti e previsioni, ancorché speranze e dubbi, legati all’argomento, tanto che è impossibile tracciare una linea e ottenere un risultato univoco. Ovvio che la pandemia ancora in atto e la lotta al Covid ancora preponderante nella vita di tutti rappresentino un ostacolo al momento insormontabile per chiunque voglia provare a definire con certezza l’evolversi della situazione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

In Lombardia, per esempio, la confusione regna sovrana. In una delle Regioni che hanno pagato e continuano a pagare un prezzo altissimo nella guerra con il virus, le società dilettantistiche appaiono divise. Sugli organi di stampa è uscito nelle ultime ore un quadro che separa i club d’Eccellenza e alcuni club di Promozione in seno al Comitato lombardo, uno dei motori trainanti di tutto il movimento dilettantistico italiano, guidato dal neo-eletto presidente Carlo Tavecchio, ex numero uno della FederCalcio, lasciata nei giorni successivi al disastro azzurro della mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 e già presidente della Lega Nazionale Dilettanti dal 1999 al 2014.
In Eccellenza, la maggioranza delle società lombarde punta a ripartire con il campionato già ai primi di Aprile, quando cade anche la Pasqua. Nel caso, si tratterebbe di giocare prima i recuperi delle partite non disputate in autunno e poi di riprendere il campionato giocando solo il girone d’andata. Tanti i dubbi, soprattutto in merito ai costi di gestione della logistica legata ai tamponi obbligatori, alla cura degli eventuali soggetti positivi, in un torneo che sarebbe in ogni caso disputato a porte chiuse e quindi senza incassi cash. Inoltre, in Lombardia, più si scende di categoria e meno società disposte a ripartire subito si trovano, tanto che l’idea di concentrarsi già adesso sull’inizio del campionato 2021/22 è quella più rilevante. Si legge che il presidente Tavecchio abbia abbozzato la possibilità per le società di ricevere tamponi gratuiti: nei prossimi giorni si capirà se ciò sia possibile o no. L’idea di equiparare gli obblighi in capo alle squadre di Eccellenza a quelli delle squadre di Serie D va per la maggiore, considerando anche che tra i due campionati c’è l’interscambio di società, tra promozioni e retrocessioni.

In Emilia Romagna, altro bacino dai grandi numeri nell’ottica della LND, la maggioranza delle società appare dubbiosa, almeno stando a quello che riportano gli organi di stampa locali. Non tanto per la questione della sicurezza, che rappresenta un dettaglio quasi fisiologico e del quale bisogna ovviamente tenere conto a prescindere. Quanto per una questione regolamentare: giocare solo il girone d’andata è una soluzione che non piace. E, se assicurare promozioni e retrocessioni da e verso l’Interregionale è una necessità stringente del meccanismo sportivo della LND, non si vedono all’orizzonte spiragli per uscire dall’impasse.

Ancora diversa la situazione nel Lazio, dove addirittura il Comitato regionale della LND ha emesso un comunicato ufficiale nel quale si parla di “proporre di mantenere inalterato, con l’ausilio ed il sacrificio di tutti, lo svolgimento del Campionato, confermando quindi sia la Regular Season che i Play-Off, non ritenendo corretta, come da più parti paventato, l’effettuazione del solo girone di andata“. Il Comitato laziale propone di cancellare la Coppa Italia (considerando vincente la Coppa la squadra classificatasi al 3° posto al termine dei Play-Off) e tutti gli spareggi, riprendendo il campionato il 14 marzo, dopo aver giocato i recuperi delle partite non disputate in autunno.

Nella provincia autonoma di Trento, il presidente del comitato Ettore Pellizzari ha bollato come “Fake News” la voce che indicava la ripartenza del campionato d’Eccellenza già per domenica 21 febbraio e, in ogni caso, in collaborazione con il collega altoatesino Klaus Schuster, ha disegnato una serie di ipotesi che partono tutte dalla disputa del solo girone d’andata, seguito da una post season la cui formula dipenderà dalla situazione generale in primavera.

E in Friuli Venezia Giulia? A Lignano, durante l’Assemblea che lo ha rieletto a presidente del Comitato LND, Ermes Canciani ha espresso chiaramente la propria volontà di avanzare proposte mirate alla conclusione della stagione sportiva 2020/21 completando sia i gironi d’andata, sia quelli di ritorno in tutte le categorie, con una formula diversa, confermando anche la Coppa Italia.

Entro un paio di settimane la questione dovrà essere risolta. La LND ha chiesto ad ogni Comitato Regionale di presentare le proprie idee e osservazioni per organizzare una ripresa efficiente, sostenibile e in totale sicurezza: è stata fissata per il 5 febbraio la data nella quale il Governo del calcio dilettantistico prenderà una decisione definitiva, in base alle risoluzioni arrivate dal territorio.
Nel frattempo, la pallavolo di serie B, torneo equivalente all’Eccellenza nel calcio, riprende in Friuli Venezia Giulia in questo fine settimana, con un campionato dalla formula rivisitata, dettata da criteri di viciniorietà, con play-off interregionali previsti solo a primavera inoltrata.