Ripartenza? Zero tituli

di Francesco Tonizzo

La ricerca delle parole “Variante inglese” è stata negli ultimi tempi uno dei trending topics in Italia. Significa che attira l’attenzione di molte persone che vogliono informarsi sull’argomento. Settimana scorsa anche “ripartenza” era stato un termine gettonato nel mondo dello sport.

Si vuole ripartire, lo vogliamo tutti, ma il virus continua a mietere vittime e a destare preoccupazione nei suoi ultimi sviluppi ed evidentemente non basta il piano vaccinale per sistemare la situazione.

In questi giorni, anche a seguito della riunione che il presidente Ermes Canciani, il Consiglio direttivo del Comitato della Lega Nazionale Dilettanti del Friuli Venezia Giulia, si sta facendo un gran parlare della possibile data della ripartenza dei campionati regionali, dall’Eccellenza in giù.
La verità è che nessuno può definire una data precisa, sia perché occorre attendere almeno i primi di marzo, quindi altre due settimane, per vedere scadere gli effetti del DPCM attualmente in vigore, sia perché serve ulteriore tempo per capire quanto le varianti del virus, in primis quella inglese, ma anche quella brasiliana, che stanno circolando in Italia, siano problematiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere, dati alla mano, che il numero dei casi di contagio da Covid-19 a livello globale è diminuito per la quinta settimana consecutiva e dall’inizio dell’anno il bilancio settimanale delle infezioni si è quasi dimezzato. Come si legge in una nota dell’ANSA, battuta oggi, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha precisato che i casi settimanali sono passati da oltre cinque milioni nel periodo 4-10 gennaio a 2,6 milioni nel periodo 8-14 febbraio.
Questo dimostra che semplici misure di salute pubblica funzionano contro il Covid19, anche in presenza delle varianti – ha commentato il numero uno dell’Oms in un tweet successivo -. Ciò che conta adesso è come rispondiamo a questo trend. L’incendio non è domato, ma abbiamo ridotto le sue dimensioni. Se smettiamo di combatterlo su qualsiasi fronte, ritornerà ruggendo“.

C’è chi legge in questi elementi la possibilità di ripartire: il classico bicchiere mezzo pieno che induce all’ottimismo e ci porta a sperare nella ripartenza. Piuttosto, una delle diverse chiavi di lettura di questi elementi ci porta a pensare che sia bene continuare nella lotta strenua contro il virus: se i risultati sono positivi, è bene continuare su questa strada. Abbassare la guardia e riprendere le attività agonistiche, con tutti i rischi che ne conseguono, è un’operazione che va ponderata bene.

Nelle ultime ore, il Ministero della Salute ha emanato una circolare nella quale spiega che le nuove varianti presentano diverse mutazioni nella proteina spike, non dovrebbero in teoria causare problemi ai test antigenici, in quanto questi rilevano la proteina N. Tuttavia, è da tenere presente che anche per la proteina N stanno emergendo mutazioni che devono essere attentamente monitorate per valutare la possibile influenza sui test antigenici che la usino come bersaglio. Alla luce dei risultati disponibili nella letteratura scientifica appare chiaro che, pur considerando l’elevata specificità dei test antigenici, i campioni positivi a tali test in contesti a bassa prevalenza necessitano di conferma con un test molecolare o, in caso di mancata disponibilità di tali test molecolari, con un test antigenico differente, per eliminare la possibilità di risultati falsi positivi. Attività che rappresenta un notevole aumento dei costi per i tamponi e gli esami strumentali.
Infine, nella circolare del Ministero si legge che rispetto alla situazione rilevata in occasione dell’emanazione della circolare dell’8 gennaio, si è osservato un cambiamento nella situazione epidemiologica dovuta alla circolazione di nuove varianti virali, che non possono non essere prese in considerazione.
Infine, l’infettivologo Massimo Galli, in un’intervista televisiva sulle reti Mediaset, ha detto: “siamo tutti d’accordo che vorremmo tutti riaprire, ma io mi ritrovo di nuovo un reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta l’Italia e questo fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri”.

Ergo: non lasciamoci condizionare dai titoli a sensazione sulle date della ripartenza. La verità è che se non si esprime il Ministro della Sanità o il Comitato Tecnico Scientifico, a maggior ragione non può farlo un dirigente della Lega Nazionale Dilettanti. Né si può chiedere a Cosimo Sibilia o Ermes Canciani di sbilanciarsi in tal senso.