Manzanese nella storia, Cjarlins spento, Chions dignitoso

di Francesco Tonizzo

Manzanese ai play-off, CjarlinsMuzane sostanzialmente fuori dalla post season, il già retrocesso Chions impegnato a chiudere con grande dignità la stagione. A 180 minuti dal termine della regular season del girone C di serie D interregionale, gli obiettivi delle friulane sono chiari. Bene gli Orange manzanesi, che hanno preso i tre punti decisivi per giocarsi la tanto prestigiosa, quanto platonica opportunità di promozione in serie C. Maluccio i celestearancio carlinesi, infilati in casa da un’Ambrosiana che nulla aveva da chiedere al campionato, eppure cinica nello sfruttare le incertezze dei friulani. Serio e da applausi, ancorché sfortunato il Chions, che forse meritava anche i tre punti, invece che il pareggio con l’Este, che da par suo ha conquistato la salvezza matematica.

Partendo con l’analisi dalla sfida Chions – Este, è giusto applaudire i gialloblu del mister Fabio Rossitto. I soli 20 punti racimolati in 36 partite disputate esprimono bene la debolezza del roster chionsese e la retrocessione è la normale conseguenza di una stagione difficile, disputata in mezzo a parecchie difficoltà. Capitan Luca Urbanetto e compagni avrebbero anche potuto mollare la presa sotto l’aspetto mentale e della combattività: non l’hanno fatto e, per questo, vanno lodati. L’Este era arrivato al “Francesco Tesolin” per prendersi i punti necessari a mettersi definitivamente al riparo da pericoli in zona salvezza e, in campo, ha giocato con determinazione. Il Chions, forse perchè con la testa libera da pressioni per il risultato, ha dimostrato valori adeguati e il palo colpito da Matteo Consorti nel finale di partita ha punito in modo eccessivo la squadra del presidente Mauro Bressan. La rete di Urbanetto a pareggiare l’iniziale vantaggio atesino aveva generato ambizioni di vittoria, confortate da una prestazione positiva. Chissà che nelle ultime due partite non si possa mettere in luce in vista del 2021/22 qualche giovane, tipo l’ex Donatello Davide Bastiani, autore di una buona gara contro l’Este.

Nella partita casalinga contro l’Ambrosiana, già salva, il Cjarlins Muzane aveva a disposizione un solo risultato: la vittoria, per carburare le proprie ambizioni di play-off. E la gara aveva anche preso una buona piega, considerando il goal iniziale del redivivo Evariste Kichi N’da Steel, tornato in campo dopo una lunga pausa per infortunio. Realizzata la rete del 1-0, però, il team del mister Nicola Princivalli ha avuto il demerito di non insistere, considerando che l’Ambrosiana non dava segnali di agonismo estremo. Il goal del pareggio, segnato da Jacopo Menolli al 43’, con un bel tiro da fuori area, peraltro assolutamente non contestato dai difensori carlinesi, ha acceso il campanello d’allarme. L’incomprensibile decisione dell’arbitro salentino Gabriele Totaro, che ha espulso Filippo Zuliani al 20’ del secondo tempo, ha fatto saltare i piani dei celestearancio. L’Ambrosiana ha segnato subito dopo, sfruttando un pasticcio della difesa friulana e la situazione, in casa del presidente Vincenzo Zanutta è precipitata. La sconfitta per 2-3, solo addolcita dalla rete di Massimo Bussi nei minuti conclusivi, allontana in maniera forse decisiva il Cjarlins Muzane dall’orbita dei play-off. Inoltre, rimescola le carte in chiave 2021/22, perché la striscia di dieci risultati utili consecutivi e il derby vinto nettamente con la Manzanese avevano indotto più di qualcuno a pensare che la quadra finalmente trovata potesse indurre il presidente Zanutta a continuare con Princivalli e lo stesso nucleo di giocatori pure in futuro. Però, dopo il 4-1 rifilato alla Manzanese il 25 aprile e il 2-0 al Chions del 5 maggio, i carlinesi, anche a causa di infortuni pesanti e assenze di rilievo, tipo almeno un attaccante che facesse rifiatare Simone Butti, hanno messo insieme quattro sconfitte, due delle quali sul campo amico del “Eros Della Ricca”, incassando 13 goal in cinque gare, una sola delle quali vinta per 2-3 a Porto Tolle. Un rallentamento brusco, per non dire una frenata in piena regola, che fa presagire l’ennesima rivoluzione nel gruppo squadra del Cjarlins Muzane.

Il pareggio dell’Arzignano a Porto Tolle e la vittoria della Manzanese per 2-0 sul Mestre consentono agli Orange del mister Roberto Vecchiato di risalire al secondo posto, seppur in co-abitazione proprio con l’Arzignano. Lo scontro diretto di domenica prossima al “Dal Molin” della cittadina berica, tra i giallocelesti vicentini e capitan Valeriano Nchama e compagni sarà determinante per ottenere la testa di serie numero uno nei play-off.
Nel successo contro il Mestre vanno sottolineati tre aspetti. In primis, il ritorno al goal di Marco Moras e Szymon Fyda: il “diez” manzanese, che a metà stagione era un serio candidato al titolo di MVP del girone C, non segnava dallo scorso 14 aprile, quando realizzò un rigore nel 2-2 a Belluno, l’attaccante di origini polacche non andava in rete dal 3-0 casalingo sul Chions, del 28 marzo. Entrambi sono in doppia cifra per goal realizzati quest’anno, però è chiaro che averli in forma nel finale di stagione rappresenta un valore aggiunto per la Manzanese.
In secondo luogo, per la seconda partita consecutiva i friulani hanno tenuto inviolata la porta: in questo àmbito, bello vedere protagonista il giovane portiere Piero Burigana, pordenonese classe 2000 in prestito dal Padova, capace di diversi interventi decisivi ai fini del clean sheet.
In terza analisi, i play-off raggiunti in serie D sono il miglior risultato della storia della Manzanese. Per una neopromossa, seppur con struttura adeguata e un roster di primo livello, rappresenta pur sempre un risultato del quale il presidente Filippo Fabbro e tutta la società Orange devono andare giustamente fieri. Giocare i play-off in serie D, quest’anno, sarà qualcosa di platonico perché salire in serie C dopo la post season sarà impresa molto complicata, dalla formula, dai parametri imposti per guadagnare il campionato superiore e dalla forza delle avversarie. Però, è bello provarci e al “Giuseppe Morigi” stanno certamente pensando a come riuscire nell’intento.