Lo Sport nell’era Draghi: incerta la delega

di Francesco Tonizzo

Dopo il presidente della FederBasket Gianni Petrucci, anche l’appena riconfermato presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia è stato caldeggiato quale referente del dicastero dello Sport nel nuovo Governo che fa capo al neo presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

Nell’elenco dei Ministri, stilato dal Premier tre giorni fa, non c’era alcun Ministro dello Sport che andasse a sostituire Vincenzo Spadafora. La grillina Fabiana Dadone ha assunto la carica di Ministro per le Politiche Giovanili, altra competenza che aveva Spadafora, però non c’era (e non c’è ancora) traccia di alcun riferimento al mondo dello Sport.

Avevamo già precisato, nel pezzo pubblicato venerdì su CalcioFvg.live, che occorre attendere la definizione della lista dei sottosegretari per avere delle informazioni più attendibili e precise riguardo alla persona che sarà il punto di riferimento del mondo dello Sport nel dopo Spadafora.
Nel frattempo, ci limitiamo a riportare i vari nomi che i politologi stanno esprimendo tra coloro che potrebbero assumere la carica di sottosegretario con delega allo Sport.

Giova ricordare che la figura del Ministro dello Sport è un’eccezione nella storia della Repubblica Italiana: dall’inizio degli anni Novanta, quando l’allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi istituì il cosiddetto “Ufficio per i rapporti con gli organismi sportivi” in quasi tutte le Legislature c’è stato un sottosegretario delegato, oppure un Ministro che avesse anche la delega allo Sport. Solo negli anni Duemila c’è stata la nomina di ministri appositi. La prima fu Giovanna Melandri, che da Ministro del Governo di Romano Prodi festeggiò la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 2006 in Germania, poi Piero Gnudi dal 2011 al 2013 sotto il Governo di Mario Monti, poi Josefa Idem, per due mesi, nel 2013, nel governo di Enrico Letta, prima di dimettersi per questioni personali. In seguito arrivò Luca Lotti, dal 2017 al 2018 sotto il Governo di Paolo Gentiloni ed infine Vincenzo Spadafora, dal settembre del 2019 alla settimana scorsa, nel Governo di Giuseppe Conte. Cinque in tutto.
Ora si torna alla figura del sottosegretario con delega: facile che rientri nel novero degli esponenti del Partito Democratico o del Movimento 5 Stelle, per una necessità di equilibrio politico in seno al Governo, motivazione che escluderebbe Cosimo Sibilia, notoriamente vicino a Forza Italia.

Ergo, è vero che lo Sport si era ultimamente abituato ad avere un Ministro come punto di riferimento, piuttosto che il CONI e il presidente di quest’ultimo organismo, Giovanni Malagò. Magari, Mario Draghi sarà ricordato (anche) come il Premier che avrà permesso alla chiesa del CONI di tornare al centro del villaggio sportivo e, se pensiamo che solo 15 giorni fa la prospettiva era quella di mandare a Tokio apolidi atleti italiani senza inno e senza tricolore, bisogna ammettere che sotto questo punto di vista la situazione s’è ribaltata in poco tempo.

D’altra parte, proprio lo sport agonistico dilettantistico sta mordendo il freno in attesa di capire se possa ripartire o no e tutta questa incertezza non aiuta l’organizzazione.