LND: Cosimo Sibilia sotto attacco

di Francesco Tonizzo

Fosche nubi incombono sulla LND e, soprattutto, sul suo presidente Cosimo Sibilia.

La situazione complicata della Lega Nazionale Dilettanti pare aggravarsi in seguito alla notizia dell’iniziativa, riportata da diversi organi di informazione, di un esposto del Codacons, il sindacato dei consumatori, all’ANAC, l’Autorità nazionale anticorruzione, che riguarda il numero uno di piazza Flaminio.
La motivazione dell’esposto: la presunta incompatibilità dello stesso Sibilia, parlamentare della Repubblica Italiana, per il ruolo di presidente di una lega calcistica.
La Legge 13 febbraio 1953 n. 60 sugli incarichi parlamentari cita: “…i membri del Parlamento non possono ricoprire cariche, né esercitare funzioni di amministratore, presidente, liquidatore, sindaco o revisore, direttore generale o centrale, consulente legale o amministrativo con prestazioni di carattere permanente, in associazioni o enti che gestiscano servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica Amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria, direttamente o indirettamente…”. In sostanza, ai membri del Parlamento è vietato ricoprire cariche in associazioni o enti, sui quali lo Stato eserciti un controllo pubblico e ai quali conferisca risorse pubbliche.

Cosimo Sibilia, figlio dell’ex presidente dell’Avellino Calcio Antonio, già in passato ha ricoperto incarichi politici: è stato presidente della Provincia di Avellino e Senatore della Repubblica in due diverse legislature, oltre che dirigente della LND campana e presidente del Comitato del Coni della Campania. Attualmente è Deputato alla Camera, nelle liste di Forza Italia, come eletto nella circoscrizione Campania 2 nel 2018. Inoltre, è presidente della Lega Nazionale Dilettanti dal gennaio del 2017 e, dalla fine di marzo dello stesso 2017, è anche vicepresidente vicario della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Fermo restando il dispositivo della Legge del 1953, i parlamentari che ricoprano o abbiano ricoperto anche il ruolo di presidenti di federazioni sportive sono stati parecchi, nel corso degli anni. L’elenco è lungo e, quantomeno, Cosimo Sibilia è in buona compagnia. Quindi: o erano tutti incompatibili, o Sibilia non rischia granché. Non si può fare differenze in tal senso.

Il punto focale della vicenda sembra essere un altro. Si intravvedono all’orizzonte le elezioni dei quadri istituzionali sportivi per il prossimo quadriennio olimpico 2021-2024: le schermaglie elettorali sono già iniziate. La sensazione è che Cosimo Sibilia sia nell’occhio del ciclone per la complicata gestione, in seno alla LND, dell’emergenza legata alla pandemia da Covid. L’elettorato, ergo le società sportive, in primis quelle di serie D, che in queste settimane stanno arrancando tra rinvii di partite, tamponi e soldi spesi per rispettare i protocolli sanitari, si lamentano. E la posizione di Sibilia, eletto all’unanimità Presidente della Lega Nazionale Dilettanti quattro anni orsono, non sembra più così solida sul suo scranno.

Organi di stampa riportano anche il disappunto del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, del Presidente del CONI Giovanni Malagò e del Presidente della FIGC Gabriele Gravina, quest’ultimo propenso a sfiduciare Sibilia. 

Da parte sua, lo stesso Cosimo Sibilia ha già espresso ufficialmente, attraverso una nota pubblicata sul sito web della LND, il suo pensiero riguardo alla vicenda. “Apprendo che diversi siti e qualche agenzia di stampa stanno rilanciando l’iniziativa di una Associazione dei Consumatori che, invocando una Legge del 1953, ipotizza una mia presunta incompatibilità tra il ruolo di deputato e l’incarico di Presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Non voglio annoiare con approfondimenti giuridici, che peraltro interessano a pochi, tuttavia faccio notare che, per l’appunto, dal 1953 ad oggi, numerosi sono i presidenti non solo di associazioni di diritto privato come le Leghe, ma di Federazioni Sportive Nazionali e di Enti di Promozione che sono stati e sono ancora oggi in carica pur servendo il Paese come parlamentari e nessuno ha mai eccepito una cosa del genere. Offenderei l’intelligenza comune, quindi, se non evidenziassi che questa scoperta della mia presunta incompatibilità avviene quando mancano ormai pochi mesi allo svolgimento delle Assemblee elettive. Segno evidente del nervosismo di chi preferisce tentare di screditarmi, piuttosto che confrontarsi sui programmi, sul piano dialettico e nei consensi. Tuttavia, la mia storia lo conferma, non mi faccio certo intimidire da queste iniziative. Chi mi conosce sa che risponderò in tutte le sedi con la forza dei risultati ottenuti”.

Siamo solo agli inizi.
Purtroppo, è destino che in questo 2020 si riesca a parlare davvero poco o niente di calcio giocato. E ancor meno si riesce a parlare di soluzioni per uscire dall’impasse nella quale il calcio dilettanti si è impelagato, con tutte le problematiche che ne conseguono e con tutti gli effetti negativi che già si prevedono per il futuro, quand’anche l’emergenza Covid-19 sarà terminata. Quel che è certo è che la passione di migliaia di sportivi non merita questa situazione.