LND contraria alla riforma dello Sport: “una catastrofe”

di Francesco Tonizzo

Non si è fatta attendere la risposta della Lega Nazionale Dilettanti in merito alla Riforma dello Sport sulla quale sta lavorando il Ministro delle Politiche giovanili e dello Sport Vincenzo Spadafora.
Ieri sera sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri i decreti attuativi della legge delega dell’agosto 2019. Tra questi, quello che non piace al mondo del calcio è il decreto che riguarda l’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta, anche nel settore dilettantistico, da effettuarsi entro il mese di luglio 2022.
Posto che l’approvazione dei decreti attuativi di una legge delega non significa in automatico che la riforma prevista con quei decreti diventi legge dello Stato in tempi rapidi (c’è tutto un iter tra discussioni nelle commissioni parlamentari e con le Istituzioni Locali da compiere che allungherà di parecchio i tempi), è chiaro che la situazione che si sta creando sia davvero complicata.

Riguardo alla riforma in fieri dello Sport e della possibile abolizione dello svincolo degli atleti è stata dura la presa di posizione della LND, che si è posta come una “diga per opporsi alla catastrofe” e attraverso le parole del proprio presidente Cosimo Sibilia ha sentenziato che “le norme sul vincolo sportivo presenti nei decreti attuativi rappresentano una grave minaccia per l’esistenza del calcio dilettantistico a partire dalle scuole calcio, coinvolgendo l’intera filiera dell’attività giovanile, che è la vera risorsa del movimento unitamente all’attività delle prime squadre fondata principalmente sulla valorizzazione dei giovani. Il vincolo di tesseramento, invece, assunto con le tutele già presenti, costituisce un elemento essenziale di sussistenza per ogni singola società dilettantistica, pertanto va mantenuto nella sua attuale regolamentazione. Non esistono, in senso assoluto, forme d’indennizzo che possano surrogarlo. E poi come si può pensare, specie in questo particolare momento storico, di mettere sulle spalle delle ASD anche il fardello dei rapporti di lavoro, dimenticando completamente i sacrifici e gli oneri già pesantissimi che gravano su realtà che basano la loro opera sul volontariato?“.

Il comunicato emesso dalla Lega Nazionale Dilettanti si sofferma anche su altre possibili ripercussioni generate dalla riforma.

Il decreto legislativo sul lavoro sportivo assesterà un duro colpo alle ASD e SSD che dovranno considerare i loro atleti dilettanti (in contrasto con le norme della FIGC) come lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS con aggravio di costi e incombenze di versamenti, registrazione, ecc., fermo restando che quei contributi non arriveranno mai ai destinatari in quanto la vita sportiva di un atleta si esaurisce nell’arco di pochi anni e la loro concorrenza ad una futura ipotetica pensione consterebbe di poche decine di euro. Non solo, nella legge di bilancio, in corso di approvazione in Parlamento, è prevista l’abolizione della norma recata dall’art. 4 del DPRE n. 633/72 che stabilisce l’esonero dall’IVA delle attività rese dalle associazioni sportive nei confronti dei soci, tesserati e partecipanti. Dette attività, finora considerate non commerciali, con la norma che si sta introducendo con la legge di bilancio, verrebbero ricondotte nel campo IVA con obblighi di fatturazione e registrazione che renderanno sempre più difficile la vita dell’associazionismo sportivo. La Lega Nazionale Dilettanti chiede quindi l’intervento deciso della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La Figc, titolare in materia, deve attivarsi in totale opposizione a queste paventate norme che, se entrassero in vigore, decreterebbero l’estinzione di migliaia di Società affiliate alla stessa Federazione – dichiara Sibilia – Rispetto alla questione del vincolo la LND non si è mai sottratta al dialogo con tutti i soggetti coinvolti, a partire dall’AIC, coordinandosi con la FIGC“.

Infine, sulla stessa linea tracciata dal presidente Cosimo Sibilia si è espresso anche Ermes Canciani, presidente della LND del Friuli Venezia Giulia.
Esprimo totale accordo su quanto dichiarato dal presidente Sibilia. In questo momento, già di grave difficoltà, sarebbe una sciagura che porterebbe alla chiusura di molte società a discapito dei nostri ragazzi. Questo, obiettivamente, non lo possiamo accettare“.