Le disposizioni per il calcio FVG inserite nel DPCM del 13 ottobre

di Francesco Tonizzo

 

Abbiamo volutamente atteso la pubblicazione ufficiale del Decreto del Presidente del Consigli dei Ministri, On.Giuseppe Conte, per dare le informazioni riguardo al protocollo e alle limitazioni da seguire per gli eventi sportivi da oggi e fino al 13 novembre, data di scadenza del DPCM licenziato stanotte. Negli ultimi giorni, come accaduto anche per i precedenti decreti, si è sviluppato un susseguirsi di anticipazioni, previsioni, interpretazioni, commenti, delucidazioni che nulla hanno prodotto se non confusione tra chi poi quelle disposizioni le deve rispettare e far rispettare.

Innanzitutto, per quanto concerne gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra che prevedono il contatto tra persone (quindi anche il calcio), il DPCM fa una netta distinzione tra l’attività che si svolge sotto l’egida del CONI e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e delle rispettive Federazioni, compresa ovviamente la FederCalcio e la LND, e l’attività amatoriale in senso stretto.
La prima è ammessa, con le limitazioni che andremo a definire. La seconda è vietata.

Concentriamo l’attenzione sul calcio.
Il calcio organizzato in campionati dalla LND è consentito, in ogni categoria. Sono invece vietate le partite tra amici, nei campetti o nelle strutture del calcetto che non rientrino nei campionati della LNP o federazioni o leghe affini. In particolare, in Friuli opera la Lega Calcio Friuli Collinare, che è una associazione che organizza ufficialmente campionati di calcio per la Libertas, che è un Ente di Promozione Sportiva: pertanto, l’attività della LCFC è autorizzata e concessa.

Per quanto concerne la presenza del pubblico sugli spalti, è consentita con una percentuale di riempimento del 15% della capienza dell’impianto. In ogni caso, il numero massimo di spettatori che può essere presente è 1000 all’aperto e 200 al chiuso.
Significa che se la tribuna di un campo sportivo calcistico può contenere 1000 spettatori, il DPCM ne consente 150 in quel campo.
Esempi pratici: l’Arena Bearzot a Gorizia può contenere 1000 spettatori. Rispettando il DPCM, alle partite della Pro Gorizia fino al 15 novembre potranno entrare 150 spettatori. Invece, nelle tribune dello stadio Friuli a Udine possono sedere di solito 25mila persone, il numero massimo di spettatori che può essere presente, rispettando il DPCM, non è 3750 (il 15% di 25.000), ma mille. E’ data ai Presidenti di ogni Regione la possibilità di modificare il numero massimo di spettatori all’interno degli impianti, ma resta il limite del 15%: al momento – siamo a martedì pomeriggio – non risultano differenti indicazioni da parte del Presidente Fvg Massimiliano Fedriga, quindi valgono in numeri espressi nel DPCM.

In tutti i casi e in tutte le situazioni, gli spettatori devono continuare a rispettare l’obbligo di misurazione della temperatura corporea all’ingresso dell’impianto, devono indossare sempre le mascherine e devono mantenere la distanza di almeno un metro in tutte le direzioni dalle persone più vicine

Gli allenamenti sono consentiti a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalla FIGC.
Inoltre, al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sul territorio nazionale che prevedano la partecipazione di persone provenienti da Paesi esteri per i quali è vietato l’ingresso diretto in Italia o per i quali è prevista la quarantena obbligatoria, è necessario che queste persone abbiano effettuato, non prima delle 72 ore antecedenti l’ingresso in Italia, un test molecolare o antigenico per verificarne lo stato di salute. Per quanto riguarda il calcio in Friuli Venezia Giulia, sono parecchi i giocatori sloveni che militano nelle squadre regionali: per tutti loro non è necessario il test perché la Slovenia è tra i Paesi di area UE dai quali è possibile entrare in Italia. Idem la Croazia e l’Austria: sono tutte inserite nell’elenco B che include quei Paesi dai quali è consentito entrare nei confini nazionali italiani senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo e sport, e senza obbligo di isolamento al rientro. Per tutti rimane comunque l’obbligo di compilare l’autodichiarazione.

Per sgombrare ogni dubbio, alleghiamo il testo completo del Decreto del 13 ottobre: oltre a quello che abbiamo appena specificato relativamente al calcio, contiene ovviamente tutte le disposizioni, anche per ciò che non è prettamente sportivo. 

Vale fino al 13 novembre 2020.

dPCM_13_ottobre_2020