La Riforma dello Sport: ci siamo. O quasi…

di Francesco Tonizzo

Il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora ha messo a segno cinque colpi su sei nell’àmbito della Riforma dello Sport che ha avviato in base al dispositivo della legge delega del 8 agosto 2019, n.86.
Se fosse un rigorista di una squadra di calcio, sarebbe considerato abbastanza affidabile. Se fosse un cestista specializzato nei tiri da tre in uscita dai blocchi sarebbe un cecchino affidabile. Se fosse un tiratore da fossa olimpica, invece, con quella percentuale di realizzazione farebbe fatica a qualificarsi anche nel torneo del poligono di Campoformido. Dipende dai punti di vista.

Ieri sera, il Consiglio dei Ministri n.79 ha approvato cinque decreti attuativi della riforma dello sport, che ora andranno al vaglio del Consiglio di Stato e delle Commissioni Parlamentari, prima che siano efficaci. Riguardano le tutele per i lavoratori sportivi, il professionismo femminile, l’accesso degli atleti paralimpici nei gruppi sportivi militari e nei corpi civili dello Stato, l’abolizione del vincolo sportivo per i più giovani sostituito da un premio di formazione.
L’unico punto non approvato era però quello più rilevante ai fini politici: la definizione dei ruoli e delle funzioni degli organismi sportivi. Quindi, il Governo, nella ormai classica abitudine italiana, ha deciso di non decidere a chi assegnare la competenza delle decisioni. In sostanza: si continua a non capire chi debba decidere e cosa.
Situazione grave. Soprattutto in questo periodo, quando servirebbe un manico ancora più solido del solito per traghettare lo Sport verso l’uscita dell’emergenza da pandemia con chiarezza e attenzione verso tutti.
(su questo network ci limitiamo a parlare di sport e di calcio in particolare: è ovvio che il discorso dovrebbe allargarsi a tutti i livelli della società)

Insomma: bene, ma non benissimo.
Lo stesso Vincenzo Spadafora, che solo ventiquattr’ore prima aveva tirato le orecchie ai “burocrati che “non avvertono la drammaticità del momento e non sentono il peso delle loro (non) azioni, ad essere celeri negli adempimenti amministrativi che li competono“, ieri ha espresso il proprio rammarico per la mancata approvazione del decreto principale, quello sulla “governance” dello Sport italiano: “Un peccato“, ha scritto sul suo facebook.

I cinque decreti approvati dal Consiglio dei Ministri sono in ogni caso importanti e incideranno in maniera rilevante sull’attività sportiva.

  • Riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo
  • Misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo
  • Misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi
  • Semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi
  • Misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali

1. Riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo
Il decreto introduce una revisione organica e della definizione del “lavoratore sportivo” in tutte le sue forme e prevede, per la prima volta, tutele lavoristiche e previdenziali per i lavoratori sportivi sia nel settore dilettantistico sia nel settore professionistico.
Tra le principali novità, si prevede: l’abolizione del vincolo sportivo, inteso come limitazione alla libertà contrattuale dell’atleta, anche nel settore dilettantistico, entro il mese di luglio 2022; il riconoscimento all’attività di associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno formato l’atleta, alle quali è assicurato da un premio di formazione; l’affermazione delle pari opportunità per lo sport femminile, professionistico e dilettantistico; il riconoscimento di pari diritti delle persone con disabilità nell’accesso alla pratica sportiva di tutti i livelli; la tutela dei minori e dei cittadini con disabilità nell’ambito della pratica sportiva; la tutela e il sostegno del volontariato sportivo; l’istituzione di un “Fondo per il professionismo negli sport femminili”; l’istituzione della figura professionale del chinesiologo di base, di quello sportivo e del manager dello sport.
Si prevede che le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche possano svolgere anche attività commerciali, solo se secondarie rispetto all’attività sportiva e strumentali all’autofinanziamento, e che possano distribuire una parte dei dividendi con limiti stringenti a tutela della vocazione sportiva. Via libera ai chioschi e al merchandising.
Tali interventi sono volti a rafforzare il sostegno alla pratica sportiva di base portata avanti dall’associazionismo sportivo.
È stata inoltre introdotta una normativa unitaria in termini di tutela dei diritti degli animali impiegati in attività sportive, prevedendo obblighi per proprietari, conduttori, operatori, istruttori, organizzatori di manifestazioni e competizioni, i quali sono tenuti a preservarne il benessere, in termini di alimentazione, cura della salute e accudimento.

2. Misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo
Il decreto adisciplina per la prima volta, in modo organico, la figura dell’agente sportivo in termini di requisiti di accesso alla professione, compensi e incompatibilità, allo scopo di garantire imparzialità, indipendenza e trasparenza nell’attività, con particolare riguardo alla tutela dei diritti dei minori. Viene istituito presso il CONI uno specifico Registro nazionale al quale dovranno essere iscritti gli agenti.

3. Misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi
Il decreto prevede l’aggiornamento delle norme tecniche e la semplificazione delle procedure amministrative in ordine alla realizzazione e manutenzione degli impianti sportivi. Obiettivo è quello di assicurare un effettivo ammodernamento delle strutture, soprattutto in termini di accessibilità, efficientamento energetico e sicurezza, in linea con la normativa internazionale e gli standard europei.

4. Semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi
Il decreto interviene sia nell’ambito della semplificazione burocratica sia in quello del contrasto alla violenza di genere.
Sul primo fronte si interviene con la creazione di un Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche presso il Dipartimento per lo sport, gestito con modalità telematiche avvalendosi della società Sport e salute S.p.a, nel quale sono iscritte le società e le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva, compresa l’attività didattica e formativa, operanti nell’ambito di una federazione sportiva nazionale, disciplina sportiva associata o ente di promozione sportiva.
Sul fronte del contrasto alla violenza di genere il decreto definisce modalità e tempi per la redazione di apposite linee guida, con validità quadriennale, per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione prevista per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale da parte di federazioni sportive discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite.

5. Misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali
Il provvedimento detta norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, stabilendo i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle aree sciabili. Il decreto disciplina i criteri e le modalità previsti per la segnalazione del grado di difficoltà delle piste e per la delimitazione dei bordi delle medesime commisurato alla pendenza. É fatto, peraltro, obbligo per il gestore di apporre una mappa delle piste in prossimità dei punti di accesso agli impianti e delle biglietterie con indicazione del grado di difficoltà. Vengono definite specifiche norme di comportamento per gli utenti e l’obbligo per i minori del casco protettivo.

Tutte misure importanti: soprattutto il primo decreto che, una volta approvato anche dai successivi passaggi parlamentari e istituzionali, andrà a disciplinare la gestione dei chioschi e delle attività di merchandising, utili a finanziare l’attività delle società dilettantistiche: potrà garantire un impatto economico di rilievo. Al netto degli obblighi fiscali e di tutela dei consumatori finali. Resta da capire quale sarà, però, l’impatto del possibile svincolo degli atleti: il rischio è che gli incassi da merchandising e chiosco siano molto minori rispetto ai proventi da “cartellino”.
Desta molta perplessità arrivare a questo punto e non vedere alcuna novità sulle dispute dialettiche e sostanziali tra Governo, Coni e Sport e Salute, solo per citare una delle tante criticità nel mondo dello Sport italiano, per tacere dei Commissariamenti di Federazioni, dei motivi di incompatibilità di dirigenti, tipo quella che coinvolge Cosimo Sibilia, che è contemporaneamente impegnato come presidente di LND, vicepresidente FIGC e parlamentare. E non parliamo dell’attesa spasmodica di un protocollo per la gestione dei campionati della LND annunciato ormai dieci giorni fa e non ancora promulgato.
Sarebbe stato meglio risolvere questi punti.