Proposta di LND: no blocchi delle annate nelle giovanili e U18 facoltativa

di Francesco Tonizzo

Si è tenuto a Mortegliano, nella dependance della trattoria Da Nando, il convegno organizzato dal Comitato del Friuli Venezia Giulia della Lega Nazionale Dilettanti sul tema delle regole della ripartenza per il calcio dilettantistico. Con Ermes Canciani e Giuseppe Ruzza, presidenti dei Comitati Fvg e Veneto, hanno preso la parola anche Florio Zanon, consigliere della FIGC in rappresentanza dell’Area Nord, ed Ettore Pellizzari, vice Presidente Vicario della Lega Nazionale Dilettanti. Un parterre di assoluta eccezione, che comprendeva anche i vertici del Comitato Fvg, il revisore dei conti della LND Gabriele Pecile, il rappresentante dell’AssoCalciatori Nicola Paolini e i presidenti di Chions, Cjarlins Muzane e Manzanese, Mauro Bressan, VIncenzo Zanutta e Filippo Fabbro, per un dibattito che ha fornito diversi spunti di interesse e la spiegazione della posizione che assumerà la LND nel prossimo Consiglio Federale, a calendario per il 17 maggio e dal quale dovranno uscire le linee guida ufficiali per la ripresa dell’attività sportiva dilettantistica.

In sintesi, le principali novità riguardano la proposta, che sarà portata dalla LND in Consiglio, riguarda l’istituzione di un campionato under 18 solo nella prossima stagione sportiva, non in via obbligatoria, ma facoltativa per ogni società per far giocare i 2004, e il normale slittamento delle annate dei fuoriquota nei settori giovanili, senza alcun blocco, come sperava una buona parte delle società sportive dilettantistiche.
Il dibattito è stato ripreso dalle telecamere di A Tutto Campo Fvg, che riproporrà le fasi principali dell’incontro su teleFriuli.

Stiamo ragionando – spiega Ermes Cancianisulla possibile introduzione, solo per la prossima stagione sportiva 2021/22, di un campionato under 18, per permettere alla classe 2004 di disputare un campionato intero a livello giovanile. Sarebbe una soluzione provvisoria che dà ai nostri ragazzi la possibilità di cimentarsi a un livello idoneo al perfezionamento della loro crescita, prima di presentarsi in prima squadra. Per il resto, proporremo al Consiglio Federale diverse proposte il cui unico fine è quello di riprendere l’attività in sicurezza e di riportare i nostri ragazzi sui campi. Dovrebbe rimanere l’obbligo dei due fuoriquota in Eccellenza e Promozione: in questo caso saranno i 2001 e i 2002, dando però libertà ai vari Comitati di aggiungerne altri e, ovviamente, non di toglierne“.

 

La nostra proposta – conferma Giuseppe Ruzzadovrà essere affinata in una imminente riunione, prima di essere presentata al Consiglio Federale del 17 maggio. In sintesi, occorre considerare che i 2004, gli allievi di questa stagione 2020/21, non hanno potuto concludere il loro percorso nel settore giovanile: questa fascia di età dovrebbe diventare la under 18 facoltativa nella prossima stagione e solo per un anno sportivo: un’iniziativa rivolta a tutte le società di base, comprese quelle di serie D. Ciò permetterà anche a quelle realtà meno strutturate di far giocare dei gruppi di ragazzi nati nel 2004, con l’aggiunta in sovraquota e non fuoriquota, di 2005. Si tratterà di una categoria di durata annuale, senza richieste di premio di preparazione e formazione. Chiederemo inoltre che l’iscrizione alla categoria under 18 sia parificato alla categoria allievi e non più alla juniores. In Veneto abbiamo perso 15 mila tesserati nell’ultima stagione: siamo molto preoccupati perché le famiglie preferiscono mandare i propri figli a praticare discipline individuali, meno pericolose. Da una parte c’è l’esigenza di portare avanti l’attività sportiva calcistica, dall’altra l’esigenza di assicurare sicurezza: siamo tra l’incudine e il martello“.

 

La proposta di istituire il campionato Under 18 – aggiunge Ettore Pellizzarirappresenta la vera novità tra le proposte da far vagliare al Consiglio Federale. Per il resto, per quanto riguarda le categorie giovanili, abbiamo proposto lo slittamento annuale normale, senza prevedere blocchi: è vero che i ragazzi hanno perso almeno una stagione e mezza, però sono tutti nella stessa condizione. L’U18 è una proposta per garantire ai 2004 ancora un anno di formazione, evitando loro di andare a confrontarsi subito con ragazzi più vecchi. Si proporrà al Consiglio Federale un tesseramento annuale senza far scattare il premio di preparazione perché chi volesse avere solo per un anno questi tesseramenti si troverebbe poi a dover fronteggiare spese importanti. E’ una sorta di garanzia per i 2004, a carattere transitorio e solo per un tempo stabilito in un anno. Occorre considerare che un campionato nuovo impone comunque diverse incombenze, tra le quali le spese arbitrali e quant’altro: vedremo se il Consiglio Federale sarà d’accordo. Abbiamo valutato con attenzione la richiesta di blocco dell’avanzamento delle annate fuoriquota proposto da alcune società, però abbiamo ritenuto che tutti i ragazzi siano nelle stesse condizioni perché tutti abbiamo perso opportunità in quest’ultimo anno e mezzo. Considerando che, per esempio, anche la scuola non ha certo fermato le classi, abbiamo deciso di procedere con il normale slittamento. Rimarrà soltanto la proposta di bloccare la presenza dei fuoriquota in campo in Eccellenza e Promozione, mantenendo in essere la regola che vigeva nella stagione 2020/21“.

L’AssoCalciatori che rappresento – sottolinea Nicola Paoliniha avuto un atteggiamento sempre responsabile: tutti si sono sempre allineati alle regole imposte, adeguandosi alle difficoltà generate dalla pandemia. Chiaro che più si sale di categoria, più si tende a privilegiare l’attività sportiva, mentre nelle categorie inferiori si tende a privilegiare il proprio lavoro e la propria attività, intendendo lo sport come hobby. C’è stata responsabilità e partecipazione generale. Mi fa piacere evidenziare la sensibilità dimostrata anche dai calciatori. Scindere il dilettantismo di chi gioca in serie D interregionale da quello di chi gioca nelle categorie inferiori è più facile dal punto di vista del diritto, dove professionista e dilettante hanno requisiti ben diversi. De facto, è più difficile distinguere, soprattutto in serie D. Quest’anno, per la prima volta, è stato emanato un protocollo d’intesa con il quale la LND ha obbligato le società a versare almeno l’80% di quanto pattuito con i calciatori, comprendendo anche il mese di marzo 2020: questo è un segnale che per la prima volta c’è la percezione che anche i dilettanti, in realtà, svolgano il “mestiere” di calciatore come prima attività per la propria sussistenza economica. La situazione dei 2003, soprattutto, e 2004 è complicata: apprezzo l’idea del campionato under 18. Credo sia un’opportunità quasi storica per permettere anche eventualmente ai 1999, ai 2000 che hanno sostanzialmente perso le ultime due stagioni di giocare ancora come fuoriquota, magari nelle categorie inferiori tipo la Promozione, permettendo loro di recuperare il gap di esperienza che non hanno maturato negli ultimi tempi. Spero che questo suggerimento arrivi a chi deve decidere“.