La Juventina riparte nel segno della continuità

di Francesco Tonizzo

Quando il campionato di Promozione 2020/21 fu fermato in Friuli Venezia Giulia, a causa delle restrizioni imposte dalle misure di contenimento della pandemia da Covid19, la Juventina di Sant’Andrea era seconda in classifica nel girone B, a -1 dalla capolista Zaule Rabuiese. Il sodalizio biancorosso, orgoglio della famiglia Kerpan a Gorizia, dopo aver rispettato il lockdown, è ora pronto a ripartire nel segno della continuità. Ripartendo dalle certezze, tra le quali – e non poteva essere altrimenti – la principale è quella dell’allenatore. Il mister Nicola Sepulcri è un’istituzione a Sant’Andrea e sarà ancora lui a guidare i biancorossi.

Sia chiaro – puntualizza il tecnico gonarsese –, io sono un milanista, ma rimango volentieri alla Juventina. Questo è il mio ottavo anno: ormai faccio parte dell’arredamento“.

Come hai vissuto l’ultimo periodo?
Non è stato facile. Ho interrotto gli allenamenti a ottobre, quando sono stati fermati i campionati, non ho mai fatto riprendere perché immaginavo che le cose sarebbero andate per le lunghe, come è poi successo. E per questo ho sofferto ancora di più perché mi è mancato il campo, il contatto… Questa lontananza ha fatto crescere in tutti la nostalgia per il campo: ne sento tanti di giocatori in giro che fanno difficoltà a riprendere, ma i miei sono tutti entusiasti e non vedono l’ora di ricominciare“.

Hai già presentato alla società la lista degli acquisti per la prossima stagione?
A dirla tutta, la società si è già mossa per conto suo, confermando praticamente tutta la rosa: 18 giocatori su venti dell’anno scorso rimarranno anche il prossimo anno. La lista di calciomercato è limitata a un paio di giocatori, che stiamo sentendo. La cosa più bella è riconfermare tutta la squadra, anche perché al momento dello stop eravamo in un’ottima posizione di classifica e stavamo ingranando bene e penso che fossimo una delle tre o quattro favorite per la vittoria del girone“.

Un bel modo di ripartire, affidandosi a vecchie certezze. Dato che vi conoscete già, basterà togliersi un po’ di ruggine.
La ruggine in questo momento è un dettaglio assolutamente importante. Noi allenatori siamo un po’ in difficoltà e, penso sempre di più, ci affideremo ai preparatori atletici per ripartire in un certo modo. Ci sarà una fase, intermedia, nella quale servirà lavorare sulle articolazioni perché un anno e mezzo nel quale s’è giocato a singhiozzo determina problemi. Sarà impossibile partire a 100 all’ora“.

Sei d’accordo sulle regole di gestione dei fuoriquota per il 2022?
Si. Credo che la Federazione abbia fatto la scelta giusta. Ti dirò anche che alla Juventina di problemi con i fuoriquota non ne abbiamo, quindi ogni eventuale problematica legata allo slittamento dell’età dei giovani non ci tocca. Penso però che sia anche giusto dare l’opportunità di farsi vedere all’opera a quei giovani che l’anno scorso non ci sono riusciti. Il 2020/21 non è stato un anno di vita, sotto tutti gli aspetti: credo che se a un certo punto tutto è stato bloccato, da quel punto bisogna ricominciare“.

Hai seguito l’Eccellenza Veneta?
Ho visto qualcosa. La Pro Gorizia è stata sfortunata: in più di qualche partita ha giocato un ottimo calcio, si sono allenati bene. A Gorizia ci sono due grandi società, la Pro in questo momento va per la maggiore. C’è una rivalità quasi leggendaria con la Juventina, ma ci fa piacere vedere una squadra isontina lottare per traguardi così ambiziosi“.

Ciò detto, siamo autorizzati a citare la Juventina come una delle squadre da battere nel campionato 2021/22?
Sono alla Juventina da otto anni e non ho mai visto il Presidente pensare a una squadra che non lottasse almeno per uno dei primi quattro posti. Questo è il nostro solito spirito, che ci ha sempre animato. Poi, da qui a vincere serve fortuna e tante altre cose, però sicuramente ho sempre allenato ottime squadre, che si sono comportate bene e così continueremo a fare“.