La crisi di Governo incide anche sullo Sport

La crisi di Governo che ha portato alle dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, salito al Quirinale per rimettere il proprio mandato nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha generato ripercussioni dirette anche nel mondo dello Sport.
Lasciamo ad altre testate, più qualificate ed esperte, la dialettica relativa alla politica. Concentrandoci sullo sport, destano perplessità le parole del Ministro Vincenzo Spadafora che ha lamentato l’assenza di novità sui bonus e i contributi a fondo perduto da gennaio al 5 marzo, argomento che avevamo trattato nei giorni scorsi.

La verità – ha detto Spadafora – è che la scorsa settimana noi abbiamo scritto le norme necessarie per garantire il bonus ai collaboratori sportivi e i ai titolari di Partita Iva, il fondo perduto per le Associazioni Sportive e le Società Dilettantistiche, il sostegno per le società e i centri sportivi, compreso un fondo specifico per le spese sanitarie e i tamponi. Siamo riusciti anche a superare le difficoltà riscontrate da alcuni, prevedendo norme per risolvere le situazioni segnalate. Purtroppo, questa assurda, grave e sconsiderata crisi con le conseguenti dimissioni del presidente del Consiglio hanno prodotto un rallentamento ai lavori e non è ancora chiaro come evolverà la situazione. Io, come sempre, finché sarò Ministro, metterò il massimo impegno a garantire quanto è giusto e doveroso a ciascuno di voi“.

Inutile aggiungere che molte persone, collaboratori sportivi e lavoratori collegati all’àmbito sportivo, si trovano in grave difficoltà economica, peraltro senza sapere quando questa emergenza potrà giungere a termine.

Accanto a questa situazione, occorre ricordare che anche tutti gli altri provvedimenti dei quali si è fatto carico il Ministro Spadafora sono attualmente bloccati nelle varie Commissioni parlamentari. Poiché l’attività di Governo è al momento congelata, sono fermi anche tutti i procedimenti relativi alla riforma dello Sport e i famosi cinque punti (Riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici nonché di lavoro sportivo, compreso il vincolo sportivo; Misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo; Misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi; Semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi; Misure in materia di sicurezza nelle discipline sportive invernali) sui i quali lo stesso Ministro aveva già espresso a fine novembre soddisfazione per il lavoro svolto.

Per adesso, l’unica cosa positiva è che il Governo ha scongiurato il pericolo che alle prossime Olimpiadi a Tokio (sempre che si facciano: il Primo Ministro giapponese Yoshihide Suga appare decisamente scettico) gli atleti italiani correranno con le insegne tricolori e ascolteranno l’inno nazionale di Mameli in caso di vittoria.
Per tutto il resto, mentre il tempo stringe sempre di più e lo sport annaspa, attendiamo le decisioni del Presidente Mattarella.