Il tunnel è ancora lungo, ma si vede la luce in fondo

di Francesco Tonizzo

Il sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali ha ottenuto un primo, importante risultato: il Governo di Mario Draghi ha dato parere favorevole all’apertura dello Stadio Olimpico di Roma per almeno il 25 per cento della capienza, quindi circa 17mila posti, in occasione delle quattro partite del programma dei Campionati Europei di calcio che si disputeranno nella Capitale: Turchia – Italia l’11 giugno, Italia – Svizzera il 16 giugno, Italia – Galles il 20 giugno e una gara dei quarti di finale il 3 luglio.

La luce in fondo al tunnel”, ha commentato la Vezzali, riconoscendo che l’apertura dell’Olimpico rappresenta anche un momento simbolico per tutto il movimento sportivo italiano.

Sulla scia di questa decisione, si è espresso anche l’infettivologo Matteo Bassetti, ex coordinatore della rete infettivologica regionale del Friuli Venezia Giulia, dopo anni di carriera professionale a Udine tra l’Ospedale e l’Università e oggi direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico di Genova e professore all’Università del capoluogo ligure, nonché presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva.
Siamo stati l’ultimo Paese europeo che ha dato la disponibilità della riapertura degli stadi per gli Europei – ha detto il professor Bassetti in un’intervista riportata dall’ANSA -, tutti gli altri lo hanno fatto prima, quindi vuol dire che non lo stiamo facendo solo noi, addirittura ci sono paesi che hanno aperto con una capienza del 50%. Io credo che oggi con le vaccinazioni e con le altre misure che conosciamo una capienza del 15% è qualche cosa che si potrebbe provare a fare già entro la fine del campionato, perché no le ultime due partite disputate con il 10-15% di pubblico sugli spalti – aggiunge -. Sarebbe un bel segnale per il campionato italiano e per come si deve partire l’anno prossimo. E’ evidente che a settembre non si può più pensare a questa altalena apro-chiudo, sia per le attività commerciali sia per gli stadi. Io credo che gli stadi si possano riaprire in sicurezza con i distanziamenti e soprattutto se sia fare riesce un’adeguata regolamentazione dei flussi perché è quello il momento più critico: quando far arrivare le persone e quando farle defluire”.

Va anche aggiunto, per completezza di informazioni, che lo stesso Matteo Bassetti, in un’altra intervista, circa un mese fa, sempre all’ANSA, aveva spiegato che il coronavirus continuerà comunque a circolare ancora per parecchio tempo e che quindi dovremo imparare a conviverci. Sotto questo punto di vista, la vaccinazione è e resta l’unico strumento davvero efficace per contrastarne la propagazione.

A proposito, negli ultimi giorni appare sempre più chiaro che lo sport ripartirà solo quando la campagna vaccinale avrà raggiunto livelli di diffusione importanti sul territorio. Gli stessi atleti che dovranno rappresentare l’Italia alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi di Tokio, dal 23 luglio in poi, dovranno giocoforza essere vaccinati per poter andare in Giappone. Valentina Vezzali ha detto chiaramente che non si deve intendere un atleta olimpico come un “furbetto saltafile”, ma come una persona che “lavora per per anni per rappresentare l’Italia nella massima vetrina sportiva mondiale”. In questo senso, le gare di qualificazione alle Olimpiadi daranno un conto abbastanza esatto di quanti vaccini servano per immunizzare gli atleti italiani che saranno a Tokio, peraltro sapendo che molti di loro, essendo tesserati nei diversi corpi militari, hanno già ricevuto il vaccino”.
Peraltro, va tenuta monitorata anche la situazione in Giappone, dal momento che proprio in queste ore il Governo nipponico sta valutando se confermare o addirittura annullare i Giochi a causa di una forte recrudescenza dell’epidemia, come riferisce l’ANSA.

E per quanto riguarda lo sport locale? I dilettanti del calcio e delle altre discipline sportive in Friuli Venezia Giulia quando potranno ripartire?
Per rispondere a questo quesito, più che il lavoro di Valentina Vezzali e del CONI, che riguarda lo sport professionistico ed olimpico, occorre tenere monitorate le dichiarazioni del Generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, colui che gestisce la campagna vaccinale che riguarda la popolazione italiana nel suo complesso e che comprende anche gli sportivi dilettanti.

Ho ricevuto una chiamata dal premier Draghi – ha detto il Generale in un’intervista riportata dall’ANSA – che mi ha comunicato l’arrivo per Europa in questo trimestre di 50 milioni di dosi Pfizer in più. Per l’Italia vuol dire oltre 670.000 dosi in più ad aprile, 2 milioni e 150.000 dosi in più a maggio e oltre 4 milioni di dosi in più a giugno. Finalmente una bella notizia. Il piano va avanti così come l’avevo strutturato, per questo sono davvero contento. Dobbiamo continuare su questa strada. Dopo gli over 80, toccherà agli over 70 e poi si vede. Con l’afflusso massiccio di dosi vaccinali riusciremo ad aprire alle classi produttive e il paese ne esce, ne esce più forte di prima“.

Il ritmo della campagna vaccinale è ancora molto inferiore alle aspettative e ogni giorno si sposta in avanti il momento del raggiungimento del pieno regime dell’efficienza della campagna: i famosi 500mila vaccini al giorno, predetti dallo stesso Francesco Figliuolo qualche settimana fa. Però, l’arrivo delle dosi di vaccini, al netto dei blocchi della distribuzione generati dalle avvisaglie di effetti collaterali da verificare, è una realtà.
A oggi, dieci milioni di italiani hanno già ricevuto almeno una dose di vaccino: un sesto della popolazione italiana. E’ chiaro che finché non saranno vaccinate le classi produttive del Paese non ci potrà essere un ritorno alla normalità: un obiettivo che, almeno viaggiando a questi ritmi, potrà essere raggiunto solo a fine estate o con l’inizio dell’autunno. E quindi, solo in quel momento, si potrà pensare a far ripartire lo sport di base.
Una tempistica che si sposa abbastanza bene con le esigenze del calcio dilettanti, che sta lavorando per iniziare regolarmente a settembre la stagione 2021/22. Vieppiù, se la curva del dato dei deceduti da Covid e del dato di riempimento dei posti letto in terapia intensiva dovessero scendere più velocemente di quanto stiano facendo ora, garantendo prima del previsto il passaggio della definizione del territorio da zona rossa o arancione, a gialla o addirittura bianca, allora si potrà pensare di anticipare i tempi. E sarebbe un vantaggio per tutti, indistintamente.