Chi lo conosce sa come è fatto: un personaggio un po’ sopra le righe, forse, ma una passione infinita per il calcio. A vederlo così ti può sembrare la classica persona di sole parole, che parla tanto magari davanti a una buona birra e che pensa solo a far festa e divertirsi. Invece, chi lo conosce veramente, sa che persona si trova davanti. Uno con cui parlare di calcio diventa un piacere, uno che ci mette una passione infinita e unica per quello che fa. Parte con quel pandino verde e fa il giro dei paesi. Comeglians, Ovasta, Rigolato su fino a Forni Avoltri. A fare ciò che si faceva una volta: si carica i bambini sul pandino e via fino in palestra per allenare i suoi bambini. Prepara gli allenamenti, sistema e pulisce la palestra, lasciandola come l’ha trovata. Lavoro, si prende cura della madre anziana e trova il tempo per allenare. Senza mai chiedere nulla. Lui prende e fa. E’ una persona diretta e ne ha per tutti. Parla quando nessuno ha il coraggio di farlo. Senza farsi problemi. E’ fatto così, diretto. E quindi lo lascio parlare a ruota libera, piacevolmente ammirato dalle sue parole. Se potesse cambierebbe tutto. Settori giovanili, carnico… ne ha per tutti. E noi gli diamo voce. Quasi quarant’anni per i campi di calcio della Carnia, tanti giovani nati e cresciuti sotto di lui. Quando lo incontrano per strada, hanno rispetto per lui. Colui che gli ha dato i valori del calcio che non esistono più purtroppo. E lo ascoltano. Un padre, un amico. Semplicemente Andrea Stua. Un fiume in piena.
SETTORI GIOVANILI IN CARNIA
Il calcio deve tornare ad essere puro divertimento. Tutti i bambini hanno il diritto di giocare. Bisogna fare l’interesse del bambino e non viceversa. Il corso di allenatori così come è fatto non funziona. Ci sono 50 allenatori nuovi e poi in campo vanno ancora quelli sena patentino. Uno dovrebbe essere ammesso al corso dopo aver dimostrato le sue capacità, non che chiunque lo può fare. Mille riunioni e poi non si risolve nulla. Ci vogliono più fatti e meno parole.
Se uno ha 8 anni compiuti, non esiste che non possa partecipare al campionato pulcini per dire. Appena compiuti, in qualsiasi mese, poi può giocare. Non esiste che debba aspettare mesi e mesi. Per la zona Carnia bisognerebbe avere una deroga direttamente da Roma, per il nostro campionato.
E’ facile andare a Tolmezzo o Cavazzo ormai mentre nei paesetti piccoli si fanno i sacrifici per far crescere bambini senza soldi. Il gioco del calcio glielo si insegna dopo. Prima vengono i valori, insegnargli quelli. Bisogna imparare a stare insieme. Se io ho un bulletto in squadra, lo faccio stare fuori anche se è il più forte. Perché deve imparare a comportarsi e stare con gli altri. Il calcio è uno sport di gruppo e non singolo come il fondo. Se vuoi stare in gruppo, devi comportarti adeguatamente e questo sta a noi allenatori. E aiutare i paesi più piccoli. Se non fosse per i bambini, non sarebbe da far niente. Gli unici che meritano sono loro.
CARNICO
Basta vedere gli anziani in squadre nel carnico. Appena uno compie 15-16 deve essere in prima squadra. Dovrebbe essere una regola obbligatoria questa. Farlo crescere per bene e metterlo in prima squadra. Bisogna riportare i valori veri dello sport nel Carnico. Se no si può prendere tutto e chiudere. C’è bisogno di una sbronza di meno e più sacrificio. Quando si perde una gara, inutile poi passare tutta la serata al bar. Bisogna giocare con motivazione e interesse. Se togli il pallone a nessuno interessa più. Si deve pensare più agli allenamenti che alla coppa chiosco. Lo scopo del calcio non è andare a bere e festeggiare dopo. Il Carnico se continua così può anche chiudere. Si deve ripartire dai bambini e farli crescere con i valori veri di una volta. E chiudo qua, se no ne avrei ancora per tutti. Ma non mi interessa. I risultati poi si vedono in campo e in giro. Ti dico solo: FARE GLI INTERESSI DEL BAMBINO E CHE GIOCHINO TUTTI!
Chiudo con una considerazione. Non ci si dovrebbe fare mai problemi ad esprimere la propria opinione e magari nella maniera giusta dirla. Stare zitti non serve. I problemi si conoscono benissimo in Carnia. Si parla ma in concreto si fa ancora troppo poco. Mancanza di tempo, mancanza di voglia forse. Inutili campanilismi, inutile nasconderlo. Nel 2026 è ancora così. Poco interesse a collaborare. Una mano sulla coscienza e cercare di aiutarsi. Per non perdere tutto. Per non vedere tutto morire.
AD MAIORA, SEMPER!




































