Franco Bonanno: “Fin dall’inizio, Pro Gorizia disponibile a riprendere”

di Francesco Tonizzo

La Pro Gorizia è una delle tre società del Friuli Venezia Giulia che hanno accettato di giocare il campionato di Eccellenza in Veneto, a partire dalle prossime settimane. Il numero uno del club isontino, Franco Bonanno, ex patron dell’Itala San Marco, che con lui al timone ha vissuto anni straordinari arrivando fino in serie C, deus ex machina del torneo internazionale giovanile “Nereo Rocco”, come sempre – e gli va dato atto – in maniera diretta e senza fronzoli ci spiega la decisione del sodalizio biancazzurro.
Premessa: noi e il Chiabola Ponziana abbiamo dato la disponibilità a proseguire il campionato di Eccellenza in Friuli Venezia Giulia sin da subito. Solo noi della Pro Gorizia e il Chiarbola Ponziana: tutti gli altri hanno detto di no. Noi abbiamo parlato per primi, non per ultimi, prendendoci le nostre responsabilità e per far si che il calcio cresca e si muova dentro i confini della nostra Regione. A prescindere, pensavamo di fare un girone in Friuli Venezia Giulia: tutte le altre società hanno detto di no. Alla fine, il signor Ezio Peruzzo, presidente del San Luigi, per motivi che non voglio discutere, ha detto che vuol giocare anche lui dimostrando una incoerenza devastante, ma non importa. Domani (sabato 20 marzo, ndr) ci riuniremo a Palmanova assieme al presidente Ermes Canciani per ridefinire la situazione. In qualsiasi girone ci mettono, noi siamo pronti a giocare: che sia Lombardia o Veneto, noi ci andremo, perché vogliamo portare avanti il calcio e dimostrare che lo sport dilettantistico e dei giovani possa andare avanti. Senza alcun altro sottoscopo o altre cose che qualcuno dice per invidia e quant’altro, elementi che portano a dire cavolate, soprattutto da parte di dirigenti di società partecipanti all’Eccellenza in Friuli Venezia Giulia“.

Premessa chiarissima ed inequivocabile: giusto sottolineare che fin dall’inizio avevate assunto questa posizione.
Noi e il Chiarbola Ponziana. Avremmo voluto giocare in Friuli Venezia Giulia, magari con altre otto o dieci squadre, per andare avanti. Siamo fermi da un anno! L’idea era quella di fare qualcosa, di assicurare una promozione al movimento. Noi siamo per promuovere il calcio e dargli una spinta perché stiamo perdendo tesserati, che preferiscono tennis, pallavolo e altri sport. Per tanti anni ho fatto il presidente in un’altra società, dove avevamo un settore giovanile importantissimo. Ora il primo obiettivo deve essere ricostruire un settore giovanile perché se non hai la base di una prima squadra forte, il vivaio può avere delle difficoltà“.

Pensando proprio alla sua esperienza a Gradisca, Franco Bonanno ha conosciuto livelli di calcio superiori all’Eccellenza: è possibile avere un dato di quanto questo periodo di inattività stia costando in termini di mancati tesseramenti e di perdita di giovani atleti?
In realtà, qualche giovane l’abbiamo tesserato, ma abbiamo perso parecchie società che ci davano una mano. Tutto è fermo. Se pensiamo di dover fare allenamenti, anche rispettando il distanziamento, tocca accendere le luci, mettere a posto il campo, assicurare un rimborso spese ai custodi che stanno là ogni giorno, tra sedute delle giovanili e della prima squadra: è chiaro che ci sono parecchie spese da affrontare, è evidente. Non possiamo aprire il bar, di conseguenza sicuramente ci sono state perdite importanti. Poi, aggiungiamoci i tamponi, l’igienizzazione degli spogliatoi, tutto quello che riguarda la sicurezza, il medico abilitato a fare i tamponi“.

Una stima a quanto possano ammontare queste spese alle quali andate in contro?
Un conto l’abbiamo fatto: diciamo che ci sono parecchie migliaia di euro che se ne vanno via, soprattutto per i tamponi, per giocatori, tecnici, dirigenti, responsabile degli arbitri e l’igienizzazione degli spazi. La Federazione ha detto che ci viene incontro, a prescindere che noi giocassimo in Friuli Venezia Giulia o in Veneto. Noi siamo disposti ad andare avanti, poi se c’è l’aiuto della Federazione va bene, altrimenti va bene lo stesso“.

L’aver ribadito che fin dall’inizio eravate per la ripresa, vi toglie d’impiccio qualsiasi possibile dietrologia: a questo punto, però, quanto la possibilità di giocare per la promozione in serie D vi solletica la fantasia e le ambizioni?
Dati i miei 15 anni di serie D e i due anni di C2 a Gradisca, so cosa voglia dire giocare un torneo interregionale con Veneto, Trentino e a volte Lombardia. E’ un’esperienza che anche i ragazzi si meritano di fare: abbiamo dei giovani molto bravi, innamorati della società, disponibili a fare sacrifici, di conseguenza è giusto dar loro soddisfazione e l’opportunità di crescere, confrontandosi con i giocatori veneti, che disputano un campionato tecnicamente importante“.

I social network, le voci, le interviste, i vari commenti hanno tacciato la Pro Gorizia di essere fuori dal coro, non allineati e fuori dalla maggioranza: cosa risponde?
Siamo in democrazia. Noi e il Chiarbola Ponziana abbiamo parlato per primi e ci siamo presi la responsabilità. Non abbiamo parlato da ultimi e solo per fare bella figura. C’è differenza

Il programma di crescita della Pro Gorizia dove vi dovrà portare?
Intanto dobbiamo potenziare il settore giovanile, che ha bisogno di diventare il nostro polmone di rinforzi: serve la garanzia di avere giovani da inserire in prima squadra. Soprattutto in serie D servono tanti giovani da schierare: non si può andare a pescarli fuori, serve tirarli fuori dal nostro territorio. E’ difficile, ci vuole tempo. In ogni caso, noi vogliamo fare bene. Poi, per fare molto bene – e sottolineo la differenza – serve compattezza, una società solida, giocatori validi e fortuna, senza la quale gli obiettivi possono sfuggire. Noi cercheremo di fare il massimo“.