Eccellenza Fvg: il punto dopo la sesta giornata

di Francesco Tonizzo

Il San Luigi Trieste è solitario in vetta alla classifica dell’Eccellenza del Friuli Venezia Giulia e, in attesa degli auspicati chiarimenti da parte della LND Nazionale sul prosieguo dell’attività, lo sarà almeno finché non si riprenderà a giocare in questa stramba e sconclusionata stagione 2020/21.
Non è questa la tribuna mediatica nella quale discutere di politica sportiva e di gestione dell’emergenza: ognuno ha la propria idea, la propria sensibilità, le proprie eventuali risposte. Vieppiù, l’unica certezza – anche se abbiamo notato come sia tutt’altro che limpida – è che i campionati di calcio, dall’Eccellenza in giù, sono sospesi almeno fino al 24 novembre. E a questo ci atteniamo.

Commentando l’ultimo weekend di partite, la capolista San Luigi merita le lodi più sperticate per come ha saputo interpretare questo inizio di stagione nella categoria inferiore, dopo aver lasciato la Serie D, assaporata solo per mezzo campionato: l’undici del mister Ravalico è un meccanismo già ben collaudato e le cinque vittorie già messe in archivio confermano l’assunto. Sull’ultimo successo, però, è doveroso aggiungere anche la compartecipazione di una troppo remissiva Pro Cervignano Muscoli: non si è mai vista nella storia del calcio una squadra di Gianni Tortolo subire così passivamente ben otto goal, senza riuscire a reagire. D’accordo che il San Luigi in questo momento è un’avversaria ostica per chiunque, anche per squadre più robuste dei cervignanesi, ma squagliarsi come neve al sole come hanno fatto Paravano e compagni a Trieste merita una intensa tirata d’orecchie.

Dietro alla capolista, avanza il Tamai, capace di rifilare un poker all’incerta Pro Fagagna. Il commento è abbastanza simile a quello fatto per San Luigi e Pro Cervignano: da una parte, c’è un Tamai coeso, ben allenato, con giocatori messi in condizione di esprimere le proprie potenzialità e non è un caso che le Furie Rosse siano l’unica squadra che, quest’anno, non ha ancora mai perso. Dall’altra i rossoneri che, privi di assenze di rilievo assoluto come quelle di Dri e Nardi, non sono riusciti a reagire ai colpi dell’avversaria, finendo per annaspare. Siamo d’accordo che le assenze di giocatori chiave influiscono parecchio in un torneo come l’Eccellenza, dove l’esperienza e il talento fanno la differenza, però siamo sicuri che al mister Cortiula già piace poco perdere a prescindere, figurarsi perdere 0-4 in casa.

Il Torviscosa era chiamato a una risposta sul campo dopo le incertezze palesate negli ultimi tempi e il 2-0 contro il Tricesimo fa tornare il sorriso al mister torrezuinese Pittilino. Certo, un’avversaria priva del bomber Lius, di Osso Armellino e dell’ex di turno De Blasi, forse non era l’avversaria più ostica da malleare, seppur i tresemani di Chiarandini abbiano perso con l’onore delle armi. Si può dire che sia stata la classica occasione nella quale chi ha vinto è contento e chi ha perso, tutto sommato, non è scontento per la qualità della propria prestazione.

A ridosso delle prime della classe, il Fiume Veneto Bannia mantiene il contatto con la vetta vincendo a Codroipo la sfida della maturità, che metteva in palio lo status di outsider: il team del mister Bortolussi ha sfruttato un colpo di classe di Manzato, che ha fatto la differenza in un match giocato con intensità e parecchi sprazzi di bel calcio, tanto che anche i biancorossi del mister Salgher hanno tanti motivi per essere contenti per la prestazione, ma anche il rammarico per i punti persi e per l’infortunio a Zucchiatti.
Chi continua a convincere è il Rive d’Arcano Flaibano, passato anche a Ronchi grazie a un goal di Fiorenzo sul quale la squadra del mister Peressoni ha costruito il successo che vale il terzo posto. A quota 12 resta invece il Chiarbola Ponziana che era stata la rivelazione positiva delle prime giornate di campionato, ma che ha dovuto abdicare dalla vetta della classifica dopo la sconfitta a Fontanafredda. I muli del mister Campaner hanno lottato, ma la voglia dei pordenonesi di prendersi il primo successo stagionale era troppa