Diamo i numeri per fare chiarezza

di Francesco Tonizzo

Vanno diradandosi le nebbie della confusione gestionale e della dialettica mediatica che nell’ultimo mese hanno imbalsamato il mondo del calcio.
Nell’Interregionale, la regola del minimo di più di tre positivi per avere diritto a rinviare una partita è già un buon punto di partenza.
Di concerto con l’obbligo di test antigenici “quantitativi o semiquantitativi in chemiluminescenza/fluorescenza” in alternativa ai comunque indispensabili test molecolari PCR, quanto disposto dalla LND rappresenta un’indicazione precisa che, da un lato, salvaguarda le prerogative delle società “virtuose”, dall’altro garantisce un minimo sindacale di equità competitiva alle società purtroppo toccate dal contagio.

Per fare un confronto con altre leghe di entità simile alla serie D LND, la Federazione Italiana Pallacanestro per i campionati (dilettantistici) di serie A2 (quello dove gioca la Apu Udine) e serie B (UEB Cividale e Falconstar Monfalcone) a valenza nazionale e interregionale, ha disposto che per potere rinviare una partita a causa di un focolaio di Covid-19 si deve documentare la positività di almeno 7 giocatori della lista di 14 che deve essere presentata il venerdì (o il lunedì i in caso di infrasettimanali) precedente il match. Il numero minimo di positivi non deroga anche se una società presentasse una lista con un numero minore di 14 atleti. Le partite rinviate non potranno essere recuperate prima dei cinque giorni successivi alla comunicazione di esito negativo dei tamponi.
Alla luce di questi dati, si può ritenere che il calcio imponga regole ancora più stringenti in favore della logica del rinvio. Nella pallacanestro serve che sia positiva metà o più dei giocatori nella lista gara, nel calcio ne bastano più di tre in una lista molto spesso ben più lunga. La stessa LND specifica che le liste possono contenere fino a un massimo di 40 nominativi, comprensive di calciatori, staff e dirigenti, inseriti nel gruppo squadra, confermando che servono almeno tre positivi tra i soli giocatori, con ulteriori precisazioni riguardo ai portieri e al numero di atleti nati dal 1999 in avanti, per poter rinviare.
Ancora più tranchant è la pallavolo. Sotto rete, nel caso in cui la prima positività conclamata di un componente del gruppo squadra (all’interno del quale non rientrano l’addetto all’arbitro, il segnapunti, l’asciugatore, l’autista/accompagnatore) si determinasse in tempi tali da non consentire l’effettuazione del tampone rapido a tutto il gruppo squadra stesso ed ottenerne il relativo risultato, la gara dovrà essere rinviata a data da destinarsi. Più in generale, nel volley interregionale (che partirà nel weekend del 23/24 gennaio), nel caso in cui si verificassero delle positività fino ad un massimo di 3 componenti all’interno di una gruppo squadra, la gara si effettuerà regolarmente. Laddove il numero dei positivi fosse maggiore a tre la gara sarà rinviata. Le società dovranno accordarsi per la data del recupero. In caso di mancato accordo, il settore Campionati della Fipav deciderà sui tempi e sulle modalità di recupero delle partite fino a dichiarare la gara non disputabile, non assegnando punti né penalizzazioni alle squadre coinvolte.

Poi, il Dpcm del 3 dicembre con il quale Giuseppe Conte, tra le numerose limitazioni imposte, ha prorogato la sospensione delle attività sportive degli sport di contatto dilettantistico, quindi compreso il calcio dall’Eccellenza in giù, ha stabilito che si potrà eventualmente riprendere solo dopo il 15 gennaio 2021. Questo dettaglio fa il paio con quanto disposto dal decreto ristori quater che ha riconosciuto per il mese di dicembre un’indennità di 800 euro, erogata da Sport e Salute Spa, per i lavoratori del settore sportivo, titolari di rapporti di collaborazione con il Coni,il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva, le Società e Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciuti dal Coni e dal Comitato Paralimpico.
Se lo Stato concede un contributo per chi non possa svolgere attività in un dato periodo, è ovvio che quell’attività non può essere svolta: la botte piena e insieme la moglie ubriaca non si possono avere.

La FederCalcio ha ufficializzato che i campionati giovanili maschili e femminili sono sospesi fino al 10 gennaio 2021, confermando nel contempo la possibilità per le società di effettuare, ove consentito, le sedute di allenamento nel rispetto delle indicazioni previste dai protocolli federali vigenti.
La Lega Nazionale Dilettanti ha disposto che la serie C femminile di calcio riprenderà il 24 gennaio con il campionato sospeso lo scorso 11 novembre.

Al netto degli inevitabili disagi alla vita di tutti i giorni che il DPCM del 3 dicembre ha prorogato, fino a comprendere anche il periodo natalizio e l’inizio del 2021, con il massimo della sensibilità e del rispetto nei confronti di chi ha sofferto e continua a soffrire gli effetti del virus, ringraziando gli encomiabili operatori sanitari e tutti coloro che sono impegnati nella lotta al Covid-19, il mondo dello Sport e del Calcio possono guardare all’immediato futuro con un pizzico di chiarezza in più, confidando di poter ripartire davvero da gennaio in avanti.
Ripartenza che dipenderà soprattutto da come verranno rispettati i protocolli da oggi e fino a dopo le Festività natalizie.