Daspo al mister Tiozzo: parla il legale Giovanni Adami

di Francesco Tonizzo

Luca Tiozzo, allenatore del San Giorgio Sedico, impegnato nel girone C di serie D, lo stesso nel quale militano le friulane Chions, Cjarlins Muzane e Manzanese, ha ricevuto un DASPO di cinque anni dagli impianti sportivi, provvedimento arrivato dopo la squalifica sportiva di quattro mesi, poi ridotti a due da un ricorso, per insulti razzisti a un calciatore di una squadra avversaria (Aliù, centravanti del Trento ed allenato dallo stesso Tiozzo ai tempi dell’Adriese).
Nelle ultime ore, però, proprio il provvedimento di DASPO è stato modificato dal Questore di Trento, Claudio Cracovia, triestino ed ex Questore di Udine, tra gli altri incarichi che ha assunto nella sua carriera professionale. Seppur soggetto a DASPO, il mister Tiozzo potrà continuare ad allenare.

Ciò è stato possibile grazie all’intervento dell’avvocato udinese Giovanni Adami, noto legale del foro friulano, spesso al fianco di tifosi, ultras e associazioni di sportivi, e quindi anche particolarmente competente in materia di DASPO. Il legale ha convinto il Questore della necessità di permettere al tecnico del Sedico di continuare a svolgere le sue mansioni di allenatore.

Di base – ci spiega proprio Giovanni Adami – sono contrario ai DASPO emessi per allenatori e dirigenti quando non si tratti di episodi di violenza a margine di una partita. A mio giudizio, questo aspetto è di competenza della giustizia sportiva. Tant’è che anche in questo caso la giustizia sportiva aveva fatto il suo corso, condannando il mister a restare per quattro mesi lontano dagli stadi, poi ridotti a due in appello  grazie all’ottimo lavoro svolto da un mio collega. Il DASPO è una norma introdotta nel nostro ordinamento nel 1989 per gestire i casi violenti messi in atto da facinorosi a margine di eventi sportivi. Questo provvedimento, della durata di cinque anni, non permetteva al mister Tiozzo di andare in panchina perché gli inibiva l’accesso agli impianti sportivi. Abbiamo fatto un’istanza di autotutela al Questore, che aveva emesso il provvedimento stesso, spiegando che l’attività di allenatore non è ludica, né legata a un hobby, quanto piuttosto un’attività professionale, con aspetti di valenza economica perché riguarda il sostentamento della famiglia del Mister”.

Il Questore ha recepito questo assunto.

Con velocità e un’ottima motivazione, il signor Questore ha scisso l’aspetto della vicenda che ha portato alla squalifica e poi al DASPO e l’aspetto professionale e, pur mantenendo in vigore il provvedimento, ha permesso al mister di andare in panchina solo ed esclusivamente per adempiere alla propria attività professionale, quindi solo nel corso di incontri ufficiali della sua squadra. Un buon compromesso“.

Non possiamo chiedere all’avvocato un giudizio sul comportamento della persona che ha assistito, però forse è il caso di modificare qualche norma nel dispositivo del DASPO, per non trovarsi a dover fronteggiare altre situazioni simili?

Casi di DASPO ad allenatori e giocatori ne ho visti pochi: non ne capitano più di uno o due all’anno. Secondo me, l’articolo 6 della legge 401 del 1989 è stato creato per gestire chi vada a tirare sassi ai pullman delle squadre o chi fa incidenti con tifosi delle squadre avversarie. Non è certo nato per sanzionare violenze verbali o fisiche di atleti. Ad esempio: usando questo metodo, la testata di Zidane a Materazzi nella finale del Mondiale del 2006 avrebbe dovuto essere punita con il DASPO, ma nessuno all’epoca si è posto il problema di aggiungere al cartellino rosso al francese una sanzione ulteriore“.

Giovanni Adami è anche presidente del Comitato Regionale della Federazione Italiana Pallacanestro del Friuli Venezia Giulia. Proprio oggi, la FederCalcio ha dichiarato l’interesse nazionale del campionato di Eccellenza, eliminando le retrocessioni per l’attuale stagione sportiva. Lo stesso provvedimento che già la Federbasket regionale aveva adottato per le proprie competizioni: siete stati precursori in questo?

Mi fa piacere: ci siamo comportanti in sintonia di pensiero con il presidente Ermes Canciani. Chi sfida la pandemia e, coraggiosamente, torna in campo, seppur in sicurezza e seguendo tutti i protocolli, debba in qualche modo essere premiato. Nel basket partiamo con la serie C Silver e la serie D (campionati tutti a carattere regionale, ndr) e abbiamo già comunicato che nessuno retrocederà, oltre ad aver abbassato le tasse gara in maniera consistente. E’ chiaro che se dovessimo tornare in colore rosso scuro o peggio, prima del pensiero del presidente regionale, deve prevalere l’etica e la morale della persona che ci porta a non voler esporre nessuno a rischi. A quel punto, posticiperemmo la ripartenza“.

Qual è il feedback che ricevi dai tifosi e dagli amici che, di solito, frequentano gli stadi e gli impianti sportivi e che oggi si vedono le porte chiuse?

Ovviamente un feedback negativo. E noto una terribile assuefazione e perdita di interesse per la visione delle partite in televisione. Anche quelle, in assenza di pubblico sugli spalti, sono molto meno accattivanti. A lungo andare, ci si appiattisce molto: spero che gli stadi riaprano il prima possibile, anche se, per come la vedo io, non se ne parla prima dell’inizio del 2022“.