Da Spadafora alla Dadone: lo Sport senza certezze

di Francesco Tonizzo

La cuneese Fabiana Dadone, 37 anni compiuti proprio oggi, 12 febbraio, è stata indicata da Mario Draghi quale ministro per le politiche giovanili: sostituisce in questo ruolo Vincenzo Spadafora. Non è (ancora) dato sapersi se acquisirà anche le competenze in àmbito sportivo, perché il nuovo Premier non ha proprio pronunciato la parola sport: è probabile che sia così, a meno che Draghi non decida di affidare la delega a un sottosegretario, oppure, ipotesi decisamente remota, per non dire impossibile, che decida di tenere per sé la delega allo Sport.

In questo momento è necessario attendere anche la definizione dei sottosegretari e delle liste dei tecnici competenti prima di commentare con termini perentori.
Un dato di fatto è però già significativo. Mario Draghi, economista e politico di spiccata esperienza, ritenuto capace e competente a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri per condurre l’Italia fuori dalle agitatissime acque infettate non solo dal covid, ma anche da una crisi economica e sociale evidente, non ha ritenuto di porre l’accento sullo sport, realtà che genera circa il 3% del Pil italiano.
E neppure ha ritenuto di dare almeno un piccolo segnale a tutti coloro che si aspettavano un’indicazione sulla volontà del nuovo Esecutivo di gestire il post Vincenzo Spadafora.
Vieppiù, Fabiana Dadone, già Ministro della Pubblica Amministrazione nell’ultimo Governo Conte, militante nel Movimento 5 Stelle, sarà senza portafoglio. Una scelta che delude i tanti che vorrebbero una gestione più manageriale ed imprenditoriale dell’àmbito sportivo.

Infine, la scelta di Fabiana Dadone, appartenente alla stessa forza politica di Vincenzo Spadafora, non garantisce certezze sui prossimi passi della criticata riforma dello Sport portata avanti dal precedente Ministro, per i quali ci si aspetta, se non discontinuità assoluta, quantomeno un’inversione di tendenza.

Ergo: le incertezze per tutti gli sportivi proseguono. A Fabiana Dadone il compito di provare a dissiparle.