Contributi, ristori e furbetti: l’altro lato oscuro della pandemia

di Francesco Tonizzo

La pandemia da Covid-19 e le decisioni delle Istituzioni Amministrative e Sanitarie, imposte a tutti per provare a limitarne gli effetti nefasti, hanno fermato il mondo dello Sport di base e quello dilettantistico. Già nelle settimane precedenti abbiamo spiegato con tanto di numeri quanto grande e quanto importante sia quest’àmbito, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista economico e occupazionale in generale.
Per provare a ovviare alla crisi che, inevitabilmente, ha sconquassato l’intero settore, il Governo e il Ministero dello Sport, di concerto con il Ministero delle Finanze, hanno iniziato una politica di ristori economici e di contribuzione diretta a tutti coloro che, sportivi attivi e non, hanno subìto conseguenze negative nei propri redditi.
Tutto ciò ha determinato, da un lato, la corsa alla richiesta dei soldi, che in buona parte e comunque non a tutti, sono stati erogati. Dall’altra, comportamenti scorretti e sotterfugi per rientrare nelle categorie che legittimamente avevano e hanno diritto ad incassare il denaro pubblico.

Il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, attraverso la propria pagina facebook, ha chiarito la questione dei ristori per le Partite Iva.
Tutti coloro che hanno partita Iva e che svolgono le attività di cui ai codici Ateco di seguito indicati, anche singoli lavoratori autonomi, hanno diritto a un contributo a fondo perduto.
Questo contributo, che va da un minimo/fisso di 1000 euro (indipendentemente dal calo del fatturato per le partite Iva aperte nel 2019) a un massimo di 150 mila euro a seconda del calo del fatturato, non dipende dal colore della propria regione e vale per tutti.
Il codice 960909 (altre attività di servizi per la persona nca) vale solo per le zone rosse.
Il contributo è stato corrisposto automaticamente per coloro che avevano già beneficiato del contributo a fondo perduto nella prima ondata.
Gli altri possono ancora fare domanda sul sito dell’Agenzia delle Entrate, fino al 15 gennaio 2021.
I codici Ateco sono:
– 855100 (Corsi sportivi e ricreativi. Rientrano in questo codice, tra gli altri, istruttori, insegnanti, allenatori sportivi)
– 855201 (Corsi di danza)
– 493901 (Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di
transito urbano o suburbano)
– 749094 (Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport)
– 799011 (servizi di biglietteria per eventi sportivi e altri eventi di intrattenimento)
– 931110 (Gestione di stadi)
– 931120 (Gestione di piscine)
– 931130 (Gestione di impianti sportivi polivalenti)
– 931190 (Gestione di altri impianti sportivi)
– 931200 (Attività di club sportivi)
– 931300 (Gestione di palestre)
– 931910 (Enti e organizzazioni sportive promozione di eventi sportivi)
– 931999 (Altre attività sportive)
Il ministro ha anche linkato la pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate che racchiude le informazioni necessarie.
Ricordiamo che per “persona nca” si intende una persona Non Categorizzata Altrove, ad indicare soggetti che svolgano tutte quelle attività che non sono classificate in altre categorie.

Accanto al tema dei ristori, c’è anche la questione legata ai contributi ai collaboratori sportivi, àmbito che sta creando problemi.
Nei giorni scorsi sono stati erogati 94 milioni di euro, per la tranche di dicembre del bonus ai collaboratori sportivi definiti da Sport e Salute, per un totale di 117.308 beneficiari e sono state anche sbloccate le situazioni sospese di 1167 richiedenti.

Sul sito web di Sport e Salute si legge quanto segue.

Nel corso di questi mesi, per non far mancare il sostegno al sistema sportivo duramente colpito dalla pandemia, di fronte a domande che non presentavano errori o documentazione mancante, il pagamento è avvenuto con puntualità rispettando tutti i termini previsti e spesso in anticipo. La piattaforma informatica della Società grazie al sistema innovativo della prenotazione via sms, da marzo a oggi, non ha mai crashato e le richieste sono state acquisite senza incidenti.

Nel dettaglio queste sono le erogazioni firmate ieri, comprensive delle situazioni pendenti.

▪ € 46.397,600 a favore di n. 57.997 beneficiari – dicembre;
▪ € 47.049.600,00 a favore di n. 58.812 beneficiari – dicembre.
▪ € 7.200,00 a favore di n. 12 beneficiari – giugno;
▪ € 3.600,00 a favore di n. 6 beneficiari IBAN esteri – giugno;
▪ € 599.200,00 a favore di n. 932 beneficiari – giugno;
▪ € 600,00 a favore di n. 1 beneficiario – maggio;
▪ € 399.200,00 a favore di n. 499 beneficiari IBAN esteri – dicembre;
▪ € 9.600,00 a favore di n. 16 beneficiari – giugno;
▪ € 160.000,00 a favore di n. 200 beneficiari – dicembre.

Per le fattispecie Inps, ovvero richiedenti che avevano fatto domanda di ristoro anche all’Istituto nazionale di previdenza, Sport e Salute, prima di procedere al pagamento, ha chiesto un doveroso parere all’Avvocatura dello Stato.

Per altri casi la Società sta chiedendo uno a uno le integrazioni dovute.

Infine, su altre domande, trattandosi di ingenti risorse pubbliche (finora oltre mezzo miliardo di euro erogato) che lo Stato ha messo a disposizione del mondo sportivo in un momento drammatico per l’economia tutta, sono in corso – in considerazione dell’alto numero di richiedenti che nel 2019 non risultavano impiegati in ambito sportivo – i necessari controlli antifrode. Ergo, su queste situazioni, sta indagando la Guardia di Finanza.

Il presidente del CONI del Friuli Venezia Giulia Giorgio Brandolin, intervenuto in diretta a FvgSport Channel, nell’annunciare gli interventi dedicati alla premiazione del talento sportivo e i 4 milioni di euro a integrazione delle spese per sanificazioni degli impianti, oltre ai contributi concessi dal Dipartimento Sport presso la Presidenza del Consiglio e ai 250 mila euro già erogati a livello regionale a 25 sodalizi dilettantistici di prima serie, ha segnalato diverse criticità, relativamente ai bonus per i collaboratori sportivi.
Mi dispiace – ha riconosciuto Giorgio Brandolin – che ciò stia succedendo. Fin dall’inizio, avevo avvisato tutti che era meglio non fare la domanda per ricevere questi soldi se non c’erano le condizioni: sono contributi dati a pioggia, senza un vero criterio, a cani e porci. Purtroppo, in tanti si sono inventati collaborazioni che non esistevano, per avere quei soldi“.
E’ abbastanza chiaro che, come si dice in questi casi, il lupo perda il pelo, ma non il vizio. In un Paese nel quale le truffe ai danni dello Stato sono all’ordine del giorno, è quasi naturale che una tale mole di contributi a pioggia faccia gola a tanti. Purtroppo, a discapito di chi vive nel rispetto delle regole.