#CalcioCovidFree: l’esempio della Sangiorgina

di Francesco Tonizzo

Protocolli sanitari, DPCM, restrizioni, lockdown, zone colorate, divieto di assembramenti, stop all’attività sportiva non di interesse nazionale… Sono tutti termini con i quali, da un anno, abbiamo una sinistra familiarità. Tante associazioni sportive hanno deciso di arrendersi, fermando la quotidianità e costringendo soprattutto gli atleti più giovani a rinunciare allo sport. Non intendiamo in questa sede gettare la croce addosso a dirigenti che hanno scelto di non continuare: ognuno fa i conti con la propria realtà e dimensione e le risorse che ha a disposizione non merita alcun tipo di accuse in questo momento di difficoltà.
Pensiamo però sia giusto soprattutto evidenziare chi ha deciso di non fermarsi, nonostante tutto, proponendo un tipo di attività diversa: sempre aggregante, sempre rivolta ai giovani, solo diversa nel suo sviluppo.

La Sangiorgina calcio, società storica del football regionale, che quest’anno festeggia il centenario della propria fondazione, dimostra spiccata sensibilità verso i propri tesserati, mettendo a disposizione una struttura tecnica preparata e disponibile, impianti all’avanguardia e idee concrete e, se vogliamo, un po’ fuori dagli schemi canonici, per riuscire a svolgere l’attività sportiva anche durante la pandemia da covid-19. Un esempio riuscito di tale assunto è stato l’allenamento in maschera di quelli che in riva al fiume Corno chiamano i piccoli “Sghiribiz”.
E’ mancata solo la partita conclusiva, ma tutto il resto, compreso divertimento, attività motoria, aggregazione, spirito di gruppo e voglia di muoversi all’aria aperta sono elementi che hanno certamente contraddistinto l’iniziativa, come ci spiega Stefano Florit, responsabile tecnico del club della Bassa Friulana.

Abbiamo deciso di continuare la tradizione di Carnevale iniziata tanti anni fa con l’allenamento in maschera, in particolare con la categoria Piccoli Amici e Primi Calci. Sempre nel rispetto dei decreti, con bambini dai 5 agli 8 anni, è un’iniziativa che abbiamo cominciato ormai dieci anni fa: piace molto e, per una giornata, indossiamo la maschera del nostro personaggio preferito. Lo fanno sia i ragazzi, sia gli allenatori. Di solito, facevamo anche la partita tra personaggi reali e supereroi alla fine: quest’anno non è stato possibile, però abbiamo voluto dare un senso di continuità e un messaggio alle famiglie e ai ragazzi. Se si può, è giusto portare avanti anche nello sport dei momenti di normalità, che sono importantissimi

In totale sicurezza?

Assolutamente si. All’ingresso si misura sempre la temperatura, c’è il registro delle presenze e delle assenze, utilizziamo solo spazi all’aperto, ovviamente l’attenzione è massima anche nelle pause e nelle situazioni più critiche in relazione alla necessità di distanziamento. Quando i ragazzi arrivano al campo trovano già la struttura pronta per permettere loro di giocare e di fare attività motoria stando a distanza di sicurezza. Andiamo avanti così da ottobre, abbiamo condiviso questo percorso con le famiglie: in una riunione con loro abbiamo riscontrato la necessità di fare attività sportiva e quindi lo staff della Sangiorgina si è messo a completa disposizione“.

E’ opinione generale che sia complicato portare avanti queste iniziative: molti ci rinunciano. La Sangiorgina dimostra che, invece, si può fare.

E’ possibile fare qualcosa. Onestamente, capisco chi non voglia prendersi responsabilità in tal senso, perché ci sono tante incognite e quindi non ci sentiamo di puntare il dito contro nessuno. Però, ci tengo a dire che con uno staff formato e disponibile e facendo attenzione ad alcuni accorgimenti si può fare e il tutto ha delle ricadute estremamente positive, in particolare sui ragazzi, che hanno occupato con noi uno spazio di tempo molto ampio. Di fatto, abbiamo ricominciato nel giugno 2020, appena è stato possibile, siamo andati avanti tutta l’estate, cosa che di solito non facevamo e anche durante le vacanze di Natale abbiamo proseguito. Siamo contenti del riscontro: nonostante non si possa giocare la partita, tutti hanno compreso la situazione e i ragazzi sono comunque contenti. L’Amministrazione Comunale di San Giorgio di Nogaro ha condiviso con noi questa volontà di continuare, ovviamente rispettando le regole: i protocolli sono utili per fare tutto come va fatto“.

La Sangiorgina compie quest’anno cento anni. Il vivaio è sempre stato molto florido e negli ultimi tempi ragazzi usciti dal vivaio del club bianco-cremisi hanno esordito in realtà professionistiche.

Abbiamo una tradizione importante da portare avanti, rinnovata nelle idee, nei percorsi e nelle modalità, adattate ai nostri tempi. Abbiamo undici ragazzi del nostro settore giovanile che sono passati a realtà professionistiche. In particolare, tre di questi, nelle ultime settimane si stanno mettendo in mostra nella Primavera dell’Udinese e del Pordenone. Jacopo Fedrizzi ha segnato in Udinese – Venezia, i 2004 Alessandro Movio e Davide Cocetta hanno esordito con il Pordenone: hanno tutti svolto l’attività di base con noi a San Giorgio e li riteniamo parte del nostro contesto e ci fa piacere dare risalto alle loro gesta. Nella rosa della prima categoria, su 21 giocatori, 16 provengono dal nostro settore giovanile e 11 di questi hanno giocato sempre e solo nella Sangiorgina. Il merito di queste soddisfazioni è di tutti: quest’anno abbiamo inserito anche Alessandro Zuppel, responsabile del settore giovanile, che ha sposato le nostre idee. E Rolando Segat, direttore sportivo della prima squadra, condivide questo percorso e fa in modo che ci sia continuità, tra settore giovanile e seniores“.

Dando i numeri: se undici giocatori usciti dalla Sangiorgina sono ora in realtà professionistiche, non pensate mai che, se fossero rimasti con voi, adesso magari sareste almeno al livello di Manzanese o Cjarlins Muzane?

Noi diamo opportunità e ogni ragazzo merita di fare il percorso che più gli si addice: non c’è alcuna volontà di tenerli con noi perché se arrivano richieste dai professionisti è giusto che vengano accolte. Il nostro obiettivo è che tutti arrivino a dare il 100 per cento di quello che è il loro potenziale“.

A stretto giro, quali i programmi della Sangiorgina?

Attendiamo gli sviluppi della situazione legata alla pandemia. Il primo augurio è che tutti tornino alla normalità, in ogni àmbito. Per quanto ci riguarda, stiamo programmando tornei e camp in estate, che svolgiamo assieme al Pordenone, società con la quale siamo affiliati, per essere pronti quando sarà possibile riprendere l’attività. Poi valuteremo se, come nel 2020, svolgere attività anche in estate. Inoltre, stiamo definendo un progetto di “recupero ore”, non appena sarà concessa l’attività con contatto, aperto a tutti i nostri tesserati che potranno usufruire del campo, con la supervisione di un nostro allenatore. Per noi, lo Sport è un elemento fondamentale nella crescita di un giovane: cerchiamo di metterci a disposizione per restituire loro il tempo che è stato tolto“.

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