di Marco Bisiach

Comunque la si voglia guardare, un ritorno. Un ritorno a casa, là dove tutto era cominciato da bambino. Ma anche un ritorno al calcio giocato dopo tre anni di calcio (e non solo quello) insegnato, con lo sguardo e l’impegno rivolti ai giovani. L’estate 2022 regala tutto questo a Eric Iansig, nuovo acquisto dell’Azzurra con la quale, sotto la guida di mister Cristian Terpin, andrà a caccia di un campionato da protagonista in Prima categoria.

Ormai tre anni fa Iansig (difensore oggi trentenne e laureato in Scienze dello sport) aveva scelto di chiudere con un certo anticipo la carriera da giocatore, togliendosi la maglia della Pro Gorizia, per iniziare a seguire quella che è la sua vocazione e professione. Quella dell’insegnante e del tecnico. Eric insegna educazione fisica alle scuole medie, ma è anche tecnico federale del Settore Giovanile Scolastico della Ficg, per il quale è pure delegato provinciale. Nel vivaio Iansig ha già operato alla Pro Gorizia, mentre in casa Azzurra avrà una doppia veste, sia quella di giocatore sia quella di Responsabile tecnico dell’attività di base, figura chiamata a dettare le linee guida e la metodologia di lavoro dall’Under 13 in giù. Chissà che magari poi non lo si possa vedere anche sulla panchina di una delle squadre del settore giovanile della società di Straccis, magari gli Esordienti, mentre quel che è certo è che sulle sue spalle ci sarà una delle maglie della prima squadra. Perchè Eric torna ad essere in tutto e per tutto un giocatore.

“Appena il ds Nino Munafò mi ha proposto di tornare a giocare, non ho avuto esitazioni, e ho accettato – racconta a CalcioFvgLive Eric Iansig -. Ed i motivi sono tanti. Innanzitutto sarà come tornare a casa, perché qui all’Azzurra avevo iniziato quando ero solo un bimbo, prima di passare alla Juventina a sedici anni. Al presidente Luca Peresson avevo promesso che sarei rientrato, prima o poi, e il destino mi ha offerto questa opportunità. Poi qui ritrovo un gruppo di amici, ragazzi con cui ho giocato e che frequento normalmente anche fuori dal campo. E questo, oltre alla qualità generale della rosa e al valore di mister Cristian Terpin, penso sarà uno dei valori aggiunti dell’Azzurra”.

Ma Iansig si sente più calciatore o allenatore? “Sono due anime diverse, che però convivono – dice lui -. Forse il cuore è più quello del giocatore, mentre la testa quella del tecnico e dell’insegnante. In fondo insegnare è ormai la mia professione, che vivo quotidianamente, e l’esperienza che ho maturato nel Settore giovanile e scolastico della Figc mi ha fatto crescere molto, è la strada che continuerò a percorrere in futuro. Giocare invece rappresenta la passione, oltre che una sfida. Voglio capire, tre anni dopo, come risponde il mio fisico, come sarà tornare a giocare sul serio: mi sono sempre allenato, ma un conto è correre, andare in bici o in palestra, un altro è sostenere una preparazione specifica per il calcio. E’ un qualcosa di estremamente stimolante per me”.

Stimolante come il progetto dell’Azzurra. “La squadra è piena di giocatori di qualità, ha una rosa ampia, e un tecnico che mi piace molto – dice ancora Eric Iansig -. Ciò che mi ha colpito, affrontando in qualche occasione le squadre da lui allenate, sono le sue idee, il modo di intendere il possesso palla, le scelte offensive. Non ci sono molti tecnici come lui sui nostri campi, e non vedo l’ora di iniziare a lavorarci assieme”.