di Marco Bisiach
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Quella appena passata è stata probabilmente la domenica più difficile della stagione, sin qui, per la Pro Gorizia. E del resto i numeri, quelli del risultato, parlano da soli. Sul campo del Tamai, in quello che era uno scontro diretto nelle posizioni immediatamente a ridosso del gruppetto di vertice, è finita 5-0 per i pordenonesi padroni di casa, e non c’è praticamente mai stata partita. Il Tamai è passato in vantaggio dopo tre minuti, ha sfiorato più volte il raddoppio, ha chiuso i giochi nel finale del primo tempo e ha dilagato nella ripresa.
Cosa c’è alla base della sconfitta lo racconta mister Luigino Sandrin, allenatore della Pro Gorizia. “Direi che è andato tutto storto, dall’inizio alla fine – spiega -. Innanzitutto dobbiamo rammaricarci per un approccio sbagliato al match, che ha agevolato le cose ad un Tamai sulla cui forza e competitività non dobbiamo certo scoprire qualcosa adesso. I nostri avversari erano al completo, ed erano in giornata, noi non siamo scesi in scampo con il piglio giusto e loro hanno indirizzato subito la gara”.
Accanto a questo, poi, ci sono state le condizioni tutt’altro che ideali di molti componenti della rosa biancoazzurra, a complicare i piani di Sandrin. “Abbiamo perso dopo poco Marko Krivicic che dovremo valutare in questi giorni, e anche Riccardo Male, e questo ha inciso – dice ancora l’allenatore -, considerando pure che diversi altri ragazzi erano stati recuperati in extremis o non stavano bene. Però non deve essere una scusa, è stata giornataccia per tutti, e io per primo mi assumo le mie responsabilità per la sconfitta. Dispiace, perché un passivo così pesante non me lo aspettavo”.
La Pro Gorizia proverà subito a voltare pagina e lo farà, proprio nel giorno dell’inaugurazione della Capitale europea della cultura a Gorizia, ospitando al “Bearzot” il Fiume Veneto Bannia. “Mi aspetto una risposta, una pronta reazione – dice Sandrin -. Dobbiamo cancellare questa partita e ripartire, mettendo fieno in cascina anche perché la classifica resta corta e alle nostre spalle corrono”.






































