di Marco Bisiach

In queste settimane di attesa per l’inizio delle Olimpiadi parigine per gli appassionati sportivi davanti alla tv le opzioni – assieme ovviamente alle appassionanti sfide del Campionato Carnico che Tele Calcio Fvg e Media 24 continuano a proporvi – sono essenzialmente due: l’Europeo in Germania che sin qui non si sta segnalando come il più spettacolare della storia, o le imprese di Tadej Pocagar, Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel sulle strade del Tour de France.

Ecco il pensiero al ciclismo ci offre un assist per riprendere il nostro filo annodato con la storia della rubrica “Amarcord pallonaro”, e raccontare di una delle curiosità in bianco e nero della lunga vicenda sportiva della Pro Gorizia. Che, a differenza di quanto si potrebbe pensare e di ciò che magari la maggior parte degli appassionati pensa, non è segnata solo dal pallone.

Negli anni Trenta del secolo scorso, e per la precisione dal 1931 al 1935, la società biancoazzurra gareggiò infatti anche nel ciclismo. E pure ottenendo risultati e soddisfazioni non di poco conto se pensiamo ad esempio che – come racconta Andrea Tercig nelle sue pillole di storia della Pro Gorizia pubblicate nel corso degli anni sul sito ufficiale della società – nel 1932 la sezione ciclistica della Pro vinse il premio per la migliore attività sportiva dell’anno.

Agli albori erano stati solo sette i tesserati della sezione, nel 1931, ma poi già l’anno successivo ai primi atleti se ne aggiunsero altri 22, toccando quota 30 nel 1933 e coprendo praticamente tutte le categorie e le discipline del ciclismo. Tra i successi si ricordano la medaglia d’onore della categoria Allievi conquistata da Gemmy Hribar nel 1934, il titolo di Campione aspiranti ottenuto nello stesso anno da Giulio Fait, e primi posti raggiunti dai vari Giovanni Semi e Raimondo Sasso, a Trieste, Pola, Zara e Bologna.

Altri tempi e anni lontani, evidentemente. Eppure, se vogliamo, un altro legame indiretto con il mondo del ciclismo la Pro Gorizia lo conserva ancora. È la maglia rosa, così simile a quella che identifica il leader del Giro d’Italia e che è finita quest’anno proprio sulle spalle di Tadej Pogacar, che da molte stagioni è una delle opzioni abituali per la seconda o terza divisa sociale.

(Immagine in apertura pubblicata sul sito ufficiale della Pro Gorizia e tratta dal volume di Giorgio Verbi curato dal Comitato organizzatore dei festeggiamenti del 65° anniversario della Pro Gorizia)