A Bolzano, il Chions è l’unica regionale in campo oggi

di Francesco Tonizzo

Immagina la scena: Fabio Rossitto, con le sembianze del mitico Connor MacLeod, che guida la truppa chionsese verso Bolzano al grido di “There can be only one“, ne resterà solo uno. E’ il motto del film “Highlander” che caratterizza lo strambo e allucinante turno infrasettimanale di serie D.
A conti fatti, delle dieci partite del girone C Interregionale in programma, se ne giocano quattro. E, francamente, non ce la sentiamo di esserne così sicuri, dal momento che le notizie, frammentate e – va riconosciuto – spesso fuorvianti, che si rincorrono tra chat di whatsapp e web nelle ultime ore rappresentano una fonte di sorpresa continua, anche all’ultimo momento.

Ricapitolando: nel solo girone C sono state rinviate Adriese v Cjarlins Muzane (su richiesta della Adriese), Manzanese v Ambrosiana (su richiesta della Ambrosiana), San Giorgio Sedico v Union Feltre (richiesta Feltre), Cartigliano v Campodarsego (richiesta Campodarsego), Montebelluna v Belluno (richiesta Belluno) e Mestre v Trento (richiesta del Trento). Vanno in campo: Virtus Bolzano v Chions, Union Clodiense v Arzignano Valchiampo, Caldiero v Delta Porto Tolle e Luparense v Este. E, ribadiamo, restiamo con il fiato sospeso fino al fischio d’inizio, per capire se queste quattro partite si giocheranno regolarmente.

E non trattiamo degli altri gironi della Serie D, perché dovremmo dipingere una vera e propria ecatombe.
A questo punto, il numero di rinvii che dovrebbe andare a fronteggiare il calendario è tale che la Lega Nazionale Dilettanti non può continuare a rimanere in silenzio, anche se è complicato capire quale possa essere la soluzione.
L’ipotesi di sospensione “attiva” ventilata da qualcuno per fermare il campionato e, nel contempo, permettere di liberare date utili ai recuperi, rappresenta una possibilità, ma non appare così rispettosa nei confronti di quelle squadre che, rispettando i regolamenti, non hanno chiesto rinvii, premurandosi piuttosto di effettuare i tamponi e sanificare i luoghi frequentati dal soggetto positivo per la pratica sportiva, ai sensi del protocollo.
L’ipotesi di sospensione totale, paventata da qualcun altro, rimandando la ripresa di ogni competizione al 2021, cozzerebbe decisamente con gli interessi economici di chi, in queste ultime settimane, ha speso cifre ingenti per sottoporre i gruppi squadre ai tamponi. E per “cifre ingenti” si deve intendere denaro nell’ordine delle decine di migliaia di euro.
L’ipotesi di continuare a dispetto del virus appare fragile perché le statistiche di rinvio dei match, con gare non disputate a prescindere dal numero di casi, senza nessuno che controlli che effettivamente i rinvii siano opportuni e suffragati da criticità conclamate, determina e continuerà a determinare situazioni che rasentano la follia, tipo quel che succede proprio oggi, con più della metà delle gare saltate.

A questo punto, occorre prendere una decisione univoca. E lo deve fare la LND. E se non lo fa la LND lo deve fare il Ministero dello Sport, sapendo di scontentare in ogni caso qualcuno.
L’unica cosa sicura è che in questo modo non si può continuare.