La Manzanese ricorda l’Udinese di Guidolin

di Francesco Tonizzo

Tre risultati utili per le friulane nella diciannovesima ed ultima d’andata del girone C di serie D interregionale anche se, a ben vedere, contano poco in ottica classifica i pareggi della generosa cenerentola Chions in extremis sul campo della (ex) capolista Trento e del “solito” Cjarlins Muzane che fa e disfa come Penelope e si fa raggiungere nel finale di gara dai padroni di casa del Belluno. Invece, conta davvero il rotondo successo della Manzanese a San Martino di Lupari che vale agli Orange il titolo di ufficiosi Campioni d’Inverno, perché Valentino Nchama e compagni devono recuperare ancora proprio la gara con la squadra trentina del mister Carmine Parlato, che da par suo gioca mercoledì il recupero dell’undicesimo turno con il Montebelluna in casa e, in caso di successo, potrebbe raggiungere i manzanesi in vetta a quota 37.

Sono tanti i rimpianti che si porta appresso il Cjarlins Muzane, che ancora una volta s’è fatto raggiungere nei minuti finali: a Belluno, con il rientrante Federico Tobanelli al centro della difesa e senza Michele De Agostini, sostituito dal neoacquisto Alessio Forestan, gli arancioazzurri sono andati due volte in vantaggio con Simone Butti, ancora molto convincente dopo il positivo esordio di mercoledì dinnanzi al Trento, e per due volte hanno patito il pareggio dei bellunesi, quello decisivo grazie a un rigore di Simone Corbanese al 36’. Va detto che il mister Nicola Princivalli le ha provate tutte per vincere, inserendo anche Luka Spetic davanti con Butti, Bussi e Fall, però alla fine è andata anche bene così perché al 43’ Giannis Sourdis si è superato, deviando in angolo un tiro dal limite dell’ex udinese Eric Lirussi, che con miglior sorte poteva rappresentare una autentica beffa per Nicola Tonizzo e compagni. Il Cjarlins Muzane chiude il girone d’andata con 23 punti, a +4 sulla zona playout, a -8 dalla zona play-off e a -14 dalla Manzanese: una posizione di classifica che sicuramente non soddisfa la società della Bassa. Il presidente Vincenzo Zanutta ha già cambiato parecchio, chiamando Princivalli al posto del mister Patrick Bertino, rivoluzionando la batteria dei fuoriquota e facendo arrivare a Carlino attaccanti dal goal facile come Sottovia e Fall, questi ultimi a secco nelle ultime gare. Nel girone di ritorno serve uno scatto in avanti da parte della squadra.

Il Chions ha dimostrato una volta di più che la determinazione nel non mollare mai è la caratteristica saliente dell’undici del mister Fabio Rossitto, capace di acciuffare in extremis il pareggio in casa di un Trento che, da par suo, ha evidentemente tirato i remi in barca troppo presto, pensando di averla vinta, prima sul 2-0 all’inizio del secondo tempo, poi sul 3-1 al 83’. Nei minuti conclusivi del match, Marco Tomasi e Alberto Torelli l’hanno pareggiata, dando un insperato punto ai pordenonesi che continuano a crederci, anche se le avversarie dirette in zona salvezza hanno fatto risultato, compreso il redivivo Campodarsego, corsaro a Feltre per 1-3. Le prossime due trasferta, mercoledì proprio a Campodarsego e domenica sul campo dell’Union San Giorgio Sedico rischiano di essere già decisive per le possibilità di Luca Urbanetto e compagni di mantenere la categoria: facendo punti in questa settimana, il Chions resterà in vita e, anzi, potrà prendere slancio per continuare la risalita; uscendo senza punti dalle due imminenti gare, la squadra del presidente Mauro Bressan sarà quasi sicuramente condannata a tornare in Eccellenza.

La Manzanese continua a stupire. L’accostamento che ci viene più immediato è quello con l’Atalanta attuale, o l’Udinese di Francesco Guidolin di dieci anni fa: squadre sbarazzine, ma con solidità tecnica e tattica, fisicità e atletismo e una straordinaria fiducia data dalla continuità di risultati che permettono agli undici in campo di giocare con leggerezza mentale, unita all’autorità di chi è consapevole della propria forza. E con questi elementi arriva anche quel pizzico di fortuna a premiare l’audacia che non guasta mai. Anche a San Martino di Lupari, gli Orange sono passati in vantaggio grazie a un calcio di rigore realizzato dallo splendido Marco Moras di questi tempi, mentre nella ripresa, sul punteggio di 1-1, i padroni di casa hanno sprecato un tiro dagli undici metri. Le eccellenti parate di Matteo Da Re, che ha spento gli ardori degli avanti luparensi in almeno un paio di circostanze, e i goal di Gnegnene Gnago e Szymon Fyda hanno poi permesso alla Manzanese di andare a prendersi il meritato successo e la vetta della graduatoria. La società del presidente Filippo Fabbro continua a sognare e intanto le vittorie consecutive sono diventate quattro, l’attacco è di gran lunga il migliore del torneo con 42 goal realizzati (la Luparense è seconda con 32) e domenica al “Giuseppe Morigi” arriverà la Adriese, già sconfitta a domicilio all’andata.