Venerdì 13 il Consiglio della LND: il calcio dilettanti tra scongiuri e aiuti promessi

di Francesco Tonizzo

La Lnd ha provveduto a stanziare, attingendo alle proprie risorse, un contributo economico di 3.000 euro per le spese sin qui sopportate per l’applicazione del protocollo sanitario, che sarà versato, entro la corrente settimana, direttamente sul conto della Società“. Parole e musica di Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Diletanti, rivolte alle 166 società del campionato italiano di serie D.
Tanti o pochi tremila euro? Dipende. A giudicare dai numeri che girano nell’Interregionale, le società interpellate esprimono quasi imbarazzo. Da una parte i sodalizi presi in mezzo dalla crisi generata dal Covid: costi impennati per rispettare i protocolli sanitari, sponsorizzazioni in molti casi riviste al ribasso quando non sono state cancellate, zero introiti da botteghino ed eventuale merchandising, che comunque nell’Interregionale sono dati abbastanza risibili. La posizione delle società italiane rispetto al contributo economico promesso da Sibilia si può riassumere in maniera efficace con le parole del presidente del Tolentino, Marco Romagnoli: “Tremila euro è il costo di una trasferta – ha detto ai giornalisti in un’intervista reperibile sul web -, poco a confronto dei costi di gestione che hanno le società che, tra l’altro, quest’anno non hanno avuti incassi. Mi sarei aspettato più generosità da parte del calcio professionistico, sembra che a nessuno importi dei dilettanti, senza capire che, senza dilettantismo, moriranno anche le categorie superiori“.
Quest’ultimo concetto è stato ripreso anche da Daniele Adani, ex professionista e oggi commentatore di Sky Sport, che dieci giorni fa aveva sollecitato i suoi ex colleghi calciatori di serie A a devolvere il 5% proprio ingaggio per la la sopravvivenza dell’attività di base.

Prima dell’estate scorsa, al termine del primo lock-down, il presidente della FIGC Gabriele Gravina aveva istituito un particolare fondo denominato “Salva Calcio” da 21,7 milioni di euro complessivi inteso a fornire liquidità alle società calcistiche italiane. Dentro quella cifra, c’erano anche circa 5 milioni di euro (ma c’è chi parla di cifra più alta: come al solito, in Italia, non c’è mai chiarezza sui numeri) da destinare alla Lega Nazionale Dilettanti per le società dalla serie D in giù.
La Lnd ha poi utilizzato quei fondi per erogare contributi alle società al fine di aiutarle con le iscrizioni ai campionati, per l’assicurazione dei tesserati e per le spese relative al rispetto dei protocolli sanitari.

Inoltre, con un intervento istituzionale successivo, sono stati ampliati i premi di valorizzazione dei giovani: risorse che arrivano dal fondo di mutualità istituito dalla serie A e che sono intese come incentivo concreto a schierare più fuoriquota, oltre al numero già imposto dai Comitati Regionali. Si tratta di circa tre milioni di euro da destinare alle prime otto società classificate nella speciale graduatoria di utilizzo dei giovani, nei campionati di Eccellenza e Promozione. Mentre in serie D il plafond di 450 mila euro prevede che siano premiate le prime tre società dei nove gironi del campionato Interregionale, con contributi di 25 mila euro alla prima, 15 mila alla seconda e 10 mila alla terza classificata nella speciale graduatoria di utilizzo dei giovani.

Paliativi? Semplici noccioline? Contributi importanti?
Di sicuro, rappresentano un elemento rilevante ai fini dell’attività delle società sportive dilettantistiche. Anche se in queste ore appare più importante conoscere le decisioni che prenderà il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti convocato per domani, venerdì 13 novembre. E a questo punto va riconosciuto che anche la data scelta, ovviamente senza tener conto di credenze popolari, non è proprio di buon auspicio.
In primis, in ogni caso, occorre capire quali siano le decisioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del Ministro della Sanità Roberto Speranza e dei Governatori delle Regioni in merito alla possibile e sempre più plausibile ricollocazione di diverse Regioni in regime di zona arancione o rossa, rispetto a quanto previsto dal DPCM del 4 novembre, che aveva inserito il Friuli Venezia Giulia in zona gialla. A tutti i livelli si sta lavorando molto per disinnescare questo meccanismo, ma è ovvio che, se il numero di nuovi contagiati continua ad aumentare, la stretta a tutte le attività, compreso lo Sport, sarà inevitabile.
La LND si muoverà solo in conseguenza alle decisioni politiche. Per adesso, il DPCM del 4 novembre tiene bloccata l’attività fino al 3 dicembre, fatte salve le eccezioni tipo la Serie D di calcio. Nel fine settimana sono programmati diversi recuperi delle partite dell’Interregionale, compreso il derby Chions v Manzanese.
Non resta che attendere.