Il Diana vede la luce in fondo al tunnel

di Francesco Tonizzo

Il Diana intravvede la luce in fondo al tunnel. La società di San Vito di Fagagna, inserita nel girone B di Prima Categoria in Friuli Venezia Giulia, ha giocato sinora solo una partita di campionato, a causa della quarantena obbligatoria imposta a diversi suoi tesserati. Esaurita questa fase, i biancazzurri salteranno anche l’impegno di domenica, valido per la quarta d’andata, con il Palmarket Pagnacco, ma mercoledì dovrebbero riuscire a scendere in campo a Reana del Rojale, per recuperare la seconda d’andata.
Abbiamo ricevuto giusto oggi – spiega il presidente Urbano Mazzucatola notizia della negatività dell’ultimo tesserato, ma è chiaro che non ci alleniamo da tre settimane, abbiamo saltato tre partite di campionato e una di coppa. Lavoreremo in questi giorni per farci trovare pronti per la partita con la Reanese. Abbiamo calcolato che da qui alla fine di novembre saremo chiamati ad affrontare una decina di partite tra gare da calendario e recuperi. Non si può fare altrimenti, d’altronde”.
Perché il Diana si è ritrovato in questa situazione?
Dopo l’esordio con il Colloredo (perso 0-1 in casa, ndr), la squadra s’è ritrovata a cena insieme alle famiglie e, tra loro, c’era anche un positivo. Appena scoperta la situazione, tutti hanno fatto tamponi e hanno iniziato ad osservare la quarantena. Detto questo bisogna sottolineare che la mancanza di organizzazione generale per fare i tamponi veloci non possiamo permettercela: anche per lavoro mi confronto spesso con diversi dipartimenti e in molti sono in difficoltà. A settembre ci era stato promesso che avremmo potuto fare tamponi veloci per risolvere alla svelta dubbi su positività e negatività, ma questo non sta succedendo. Non siamo professionisti del calcio, c’è chi lavora e ha attività proprie: stare fermi un giorno, tutto sommato, è ancora possibile, ma quindici giorni no”.
L’appuntamento per i tifosi del Diana è per mercoledì 21, a Reana. Ci sarà da provare a vincere sul campo, Reanese permettendo, ma l’ostacolo più ostico pare essere superato davvero.